Variazioni sulle sorelle

Variazioni sulle sorelle

Simone De Beauvoir e Poupette, Antonia Byatt e Margaret Drabble, Emily e Lavinia Dickinson, Jane e Cassandra Austen: queste ed altre le coppie di sorelle celebri nell’universo letterario, unite dal filo indissolubile della sorellanza con tutte le sfumature di affetto, solidarietà, competizione per l’amore genitoriale, connesse alla condizione. Simone racconta di non essere stata gelosa di Poupette, forte della sua superiorità intellettuale, che le garantiva il suo piedistallo familiare, ma di aver comunque sofferto in adolescenza, nonostante la preferenza accordatale dalla madre, per l’intesa che la sorella minore aveva creato col padre. Un rapporto simbiotico sembra invece legare Emily e Lavinia, più robusta delle sorella, cagionevole e sensibile, che finisce col prendersene cura fino alla morte, pur essendo la minore, garantendole l’immortalità con la scelta di far pubblicare postume le poesie che Emily segretamente custodiva. Una storia che pare ripetersi con le Austen, conviventi fino alla morte della scrittrice, cui la sorella si dedicò sostenendone il talento. Rivalità, competizione, ma anche amore incondizionato, dedizione, cura, sono alcuni degli aspetti che permeano un legame a volte dolorosamente intenso, mai esente, proprio per sua natura, da ombre e spine. Tale fu per esempio la relazione tra Virginia Woolf e Vanessa Bell, la maggiore, riferimento amorevole per la fragile e geniale Virginia; un rapporto profondissimo e complesso, minato a volte dal “continuo saccheggio delle loro vite private” perpetrato dalla Woolf per nutrire le sue storie, che la sorella mal digeriva…

Oltre alle celebri sorelle in carne e ossa, il panorama letterario è costellato da sorelle partorite dalla penna di grandi scrittori. Ricordiamo le quattro March di Piccole donne, operose e indipendenti; le terribili figlie di Re Lear, prima alleate contro la più mite Cordelia, preferita dal padre ma non prescelta per la successione, poi addirittura in guerra tra loro per la conquista di un amante; fino alle mitologiche Gorgoni, dal cui pianto per la trasformazione in mostro di Medusa, nacque la musica. E molte altre ancora saldamente piantate nel nostro immaginario. Marina Giovannelli, poetessa e scrittrice, in questo minuscolo saggio analizza i rapporti tra sorelle celebri, mettendo in luce come, all’interno di ciascuna famiglia, si finisce spesso con l’avere ruoli assegnati, difficili da scardinare, cuciti addosso dalla primogenitura fino alla vecchiaia, ragione a volte di ostilità striscianti e taciute che si alimentano di silenzi, invidie, competizioni affettive. Ma avere un ruolo, all’interno di una piccola comunità familiare, può avere il vantaggio di creare vincoli solidali perpetui e incondizionati, così come accade ad alcune delle grandi scrittrici menzionate, che devono spesso i loro capolavori all’abnegazione di chi le ha sostenute ed accudite nel loro percorso artistico ed esistenziale. L’autrice stessa racconta, attraverso brevi riflessioni, il rapporto complesso con la propria sorella, motore probabilmente dell’opera in oggetto. Nella sua brevità, il saggio illumina vite celebri, regalando al lettore aneddoti e spunti di comprensione rispetto certe opere che riflettono la vita delle loro autrici, pensiamo alla Woolf e alla Alcott per esempio. Una lettura nel complesso interessante e salottiera, alludendo alla piacevolezza del timbro discorsivo; perfetta per chi patisce i triboli di una sorellanza complicata.



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