Venti di guerra

Venti di guerra

Anno 132 dell’Era della Tradizione, Luna del Mietitore. Bleda osserva dall’alto di un ripido pendio la battaglia che imperversa a valle: il frastuono degli zoccoli dei cavalli, il terreno che trema sotto i loro piedi e l’eco delle urla dei cavalieri che arriva fin lassù. Ah quanto vorrebbe essere anche lui lì, con il suo clan e combattere a fianco di sua madre, sua sorella e suo fratello! Ma ha solo dieci anni, Bleda, e deve accontentarsi di osservare la battaglia da lassù, in compagnia del fido Ellac. In pochi minuti la piana diventa una massa “soffocante e ribollente di corpi, schizzi di sangue, aspro clangore dell’acciaio”; l’attenzione di Bleda si sposta però su un insieme di figure alate che avvicinandosi prendono sempre più forma. No, non sono corvi e nemmeno avvoltoi: sono i temibili Ben-Elim, i guerrieri alati, che nelle loro cotte di maglia scintillanti calano a picco sulla battaglia infilzando uomini e falciando teste. A ovest, sulle colline, un polverone preannuncia l’arrivo di altri combattenti: il sacro esercito dei Ben-Elim, i giganti in groppa ai loro enormi orsi e con il loro muro di scudi. Avevano avvertito che sarebbe successo, avevano detto che non avrebbero permesso ai clan di scontrarsi in battaglia... La situazione evolve rapidamente e quando Bleda scorge avvicinarsi la madre Erdene assieme ai membri sopravvissuti della sua scorta, tutti in silenzio e tutti malconci, intuisce che qualcosa di tremendo sta per accadere. Dietro di loro, fieri, i Ben-Elim: “Io sono Israfil, Lord protettore della Terra dei Fedeli e tu verrai con me […] Tu sei il mio protetto, Bleda, e Dressil sarà la tua nuova casa […] È il prezzo che deve essere pagato. Ci sarà pace nella Terra dei Fedeli. Esiste un solo nemico, un solo avversario che deve essere combattuto: i Kadoshim e i loro seguaci”...

John Gwynne sceglie un terreno già battuto per ambientare il suo Venti di guerra: luoghi e atmosfere che i lettori della saga La Fede e l’Inganno non faticheranno a riconoscere anche se temporalmente molto lontani. È un mondo in cui i demoni Kadoshim sono stati sconfitti (ma sono sopravvissuti e aspettano solo il momento giusto per vendicarsi) dagli angeli guerrieri Ben-Elim che con fatica mantengono la Pace nelle Terre dell’Esilio e con altrettanta difficoltà gestiscono i rapporti con gli esseri umani, ai quali impongono ‒ sempre in nome del bene superiore della pace ‒ regole ferree anche attraverso l’uso della forza. Ed è proprio da un umano, il ragazzino Bleda ‒ giovane rampollo della stirpe Sirak, popolo delle praterie ‒ che parte la narrazione di quello che è un fantasy di impianto classico, con la strutturazione in POV e con una buona gestione di trame e sottotrame che finiranno per ricongiungersi al filone narrativo principale nel finale. Amore, inganno, tradimento e guerra: questi i temi cari a Gwynne, che qui dipinge finalmente con toni e colori ben più cupi di quelli ai quali ci ha fin ora abituato. I personaggi ben caratterizzati, alcuni eroi loro malgrado, le descrizioni vivide e lo stile terso fanno di questo primo volume della trilogia Di sangue e ossa una lettura imperdibile per gli amanti del genere.



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