Venti di Striscia

Venti di Striscia
Dal 7 novembre 1988, giorno della prima puntata di Striscia la Notizia (che debuttò, particolare curioso, su Italia 1 e non su Canale 5) a oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Alcuni tra gli entertainer più famosi d'Italia si sono alternati alla conduzione dello show televisivo, alcune delle showgirl nazionali e internazionali più sexy si sono alternate nei panni - succinti - di Veline, tanti scoop inauditi sono venuti a galla, miriadi di personaggi incredibili sono saliti alla ribalta. Striscia la Notizia in vent'anni di onorata carriera ha polverizzato tutti i record di audience grazie alla sua originalissima formula che dosa con misteriosa alchimia varietà e reportage, gossip e denuncia, sputtanamento mediante fuori-onda o intercettazioni, tormentoni comici e garbato erotismo.
Per celebrare un vero e proprio fenomeno culturale e sociale quale Striscia è - in occasione del ventennale - dall'11 al 25 novembre 2007 nell'ambito della Triennale si è svolta una grande mostra fortemente voluta dal presidente Davide Rampello: oltre 4000 monitor, 100 tapiri reinterpretati da 10 grandi artisti e designer contemporanei quali Pierluigi Cerri, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Piero Lissoni, Alessandro Mendini, Mario Piazza, Italo Rota, Denis Santachiara, James Jarvis, Ian Stevenson, che si sono prestati a celebrare il valore anche artistico e meta linguistico dell'animale simbolo della trasmissione di Antonio Ricci, e una installazione curata da Margherita Palli. Il libro Venti di Striscia è per l'appunto il catalogo della mostra, zeppo di immagini colorate, perlopiù frame televisivi ingranditi e sgranati dei momenti-culto di questo percorso ventennale chiosate da frasi di Antonio Ricci, papà del tg satirico, tratte dal volume Striscia la tv, pubblicato da Einaudi nel 1998. Non manca un apparato per così dire 'bibliografico': la lista di tutti i conduttori e di tutte le veline, un approfondimento sul Gabibbo, foto private di Ricci e del suo staff, succose rivelazioni da backstage. Il sapore complessivo è un po' retrò, soprattutto per la celebrazione dell'estetica trash (fa eccezione la magnifica copertina in stile Hokusai), ma per i fans di Striscia è davvero una festa.

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