Verso l’infinito

Verso l’infinito
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In una placida giornata dell’estate del 1962, a St Albans, cittadina alle porte di Londra, Jane incrocia sulla sua strada il giovane Stephen. Camminano sulla stessa via, ma in direzioni opposte; lei guarda lui come se lo vedesse per la prima volta, ma lui non sembra accorgersi affatto di lei e delle sue amiche. Stephen procede a testa bassa, totalmente immerso nei suoi pensieri, con un’andatura goffa e il viso coperto da una folta capigliatura. Quell’atteggiamento di sincero disinteresse verso il mondo circostante non sfugge a Jane, sensibile al fascino che promana dall’aura di genialità e dall’incedere strambo di quel giovanotto. L’occasione di rivedere Stephen si ripresenta a Jane durante un party di capodanno, in cui rimane folgorata dal modo in cui con autoironia il giovane Hawking, giacca di velluto nero e farfallino rosso, si racconta. Eccentrico e carismatico, Stephen, ad appena ventuno anni, è già un ricercatore di Cosmologia a Cambridge. Jane, invece, è all’inizio della sua carriera universitaria. Le loro esistenze si sfiorano e si allontanano e quando Jane viene a sapere da alcune amiche della terribile malattia di Stephen, sente che il suo amore per quell’uomo così brillante e divertente e al quale potrebbero rimanere ancora pochi anni di vita, è più forte della paura. I due si scoprono innamorati e coraggiosi oltre ogni ragionevole speranza, ma la malattia del motoneurone è un spada di Damocle sui loro progetti di vita insieme. Nel 1965, decidono di sposarsi. L’Europa è scossa dalla paura della guerra nucleare e il futuro appare incerto e insicuro: perché mai bisognerebbe temere di vivere intensamente il presente, senza preoccuparsi delle terribili conseguenze di una malattia neurodegenerativa, se del domani non v’è certezza... per tutti e non soltanto per Stephen...

Vissuta all’ombra di un uomo la cui fama è celebrata in tutto il mondo, Jane Wilde Hawking, ricercatrice di lingue con un dottorato all’Università di Cambridge, è più che altro nota come la ex moglie dell’illustre scienziato, nonché autrice di questo racconto autobiografico al quale è ispirato il film La teoria del tutto in cui racconta i 25 anni vissuti insieme a Stephen, come funamboli su una corda tesa tra le vette del mondo. Pubblicata nel 1999 con il titolo evocativo Music to move the stars, condensata e ripubblicata nel 2008, la biografia è la storia di un amore coraggioso e travagliato tra due giganti della auto-determinazione: un uomo capace di sfidare i limiti umani delle prognosi più infauste spostando più in là, verso l’infinito, l’orizzonte degli eventi, alla ricerca di un principio unico in grado di spiegare le origini dell’universo e una donna che, in modo silenzioso e nell’invisibilità irriconoscente, pur accettando l’identità sfuggente della moglie e amen, ha sfidato quel mondo, i suoi umani limiti e ostacoli, per amore di un uomo, della sua intelligenza e della sua tirannica dedizione alla fisica. La parabola di quell’amore non ricerca tra le righe spazi per una pubblica vendetta perpetrata da una moglie fedele e abbandonata, ma piuttosto occasioni di denuncia per far conoscere quanta solitudine e frustrazione si accompagni alle quotidiane lotte di chi vive in una condizione di disabilità, contro istituzioni sorde e una burocrazia paralizzante. Il libro della Hawking ha il tratto leggero delle dita che pizzicano le corde della chitarra, corde che vibrano per il lettore, ma in fondo vorrebbero commuovere le stelle.



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