Verso la montagna sacra

Verso la montagna sacra
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“In mezzo alle montagne c’è il lago d'Orta. In mezzo al lago, ma non proprio a metà, c’è l'isola di San Giulio. Sull’isola di San Giulio c’è la villa del barone Lamberto, un signore molto vecchio (ha novantatre anni), assai ricco (possiede ventiquattro banche in Italia, Svizzera, Hong Kong, Singapore, eccetera), sempre malato”. Alberto Paleari sceglie l’incipit del celebre libro C’era due volte il Barone Lamberto di Gianni Rodari – nativo di Omegna, sempre sul lago d’Orta – per introdurci ai luoghi del lungo viaggio a piedi tra il sacro monte di Orta e quello di Varallo, due fra le più importanti località d’arte del Piemonte. Orta è situata su un promontorio in riva al lago: le ville patrizie che ancora resistono al tempo “le ho viste solo da fuori” scrive Paleari “stando in punta di piedi per sporgermi sopra le cancellate e le siepi, fantasticando di contessine che escono in Bugatti e cenano in abito lungo di Balenciaga”. Il percorso scelto parte da Orta e dalla visita dell’isola di San Giulio per arrivare poi alla Riviera fino a Gozzano e da lì inoltrarsi tra le colline di Auzate, Soriso e Gargallo, dove trascorrere la prima notte. Visitare il Parco Naturale del Fenera, scendere a Valduccia e pernottare a Cellio. Una terza tappa con la traversata del Monte Briasco, la cima più alta del cammino base “di Cino Moscatelli e della sua brigata partigiana”, scendere a Civiasco e raggiungere Varallo e il suo Sacro Monte. Il quarto e ultimo giorno prevede il ritorno ad Orta per il passo della Colma, attraversando il lago con il battello a Pella...

Guida alpina delle valli dell’Ossola, Alberto Paleari ha alle spalle diverse pubblicazioni tra romanzi di viaggio e guide: da Tracce bianche. Con le ciaspole e gli sci dal Lago Maggiore al Monte Rosa a Ossola bella e buona. Sentieri e sapori dal Monte Rosa alla Val Formazza, tutti pubblicati con Monte Rosa edizioni e solo per citarne alcuni. In Verso la montagna sacra, ci propone l’itinerario da Orta fino a Varallo compiuto sul finire dell’agosto del 2016 e completato in quattro giornate. Ciò che colpisce maggiormente in questo che potremmo definire a metà tra romanzo e guida turistica è la ricchezza dei particolari e dei riferimenti artistici e letterari. Da Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, che dipinse a Varese la Flagellazione e a Novara la “sconvolgente cappella della Buona Morte in San Gaudenzio” e che a Orta ha lasciato i suoi affreschi nella cappella della Porziuncola al museo di Archeologia e Paleontologia di Borgosesia; dalla Pinacoteca Civica di Varallo (dove è custodita un’ampia collezione di Antonio d’Enrico detto Tanzio da Varallo: i due celebri Davide e Golia, ma anche le tele rappresentanti San Rocco) alla Cappella dell’Annunciazione di Gaudenzio Ferrari, all’interno del Complesso di Nazareth, uno dei più antichi del Sacro Monte. In mezzo il piacere di compiere il cammino a piedi, la fatica fisica ma anche la bellezza del paesaggio, le soste ad osservare scorci o solo a riordinare i pensieri. Un invito a mettersi subito in viaggio. Corredano il volume dall’ottima veste grafica foto a colori anche dei particolari degli affreschi, quattro cartine con relativi itinerari e una nutrita bibliografia utile per eventuali approfondimenti o per scoprire la fonte delle citazioni letterarie sparse un po’ ovunque durante il cammino.



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