Very Matcha

Very Matcha

Il matcha è al momento una delle bevande giapponesi più famose e alla moda. In molti bar o locali, sia italiani che stranieri, da alcuni anni fanno bella mostra di loro cappuccini al matcha o dolci che fondono la tradizione culinaria italiana e la famosa polverina di tè verde del Sol Levante. Ma i primi semi di tè raggiungono il Giappone solo nel 1191 grazie ad un monaco buddista, Eisai Myoan, che introduce questa bevanda che era già da secoli tanto nota e usata in Cina. Il matcha inizia piano piano a farsi strada tra la nobiltà e gli artisti locali. I Samurai ne vanno matti. La sua produzione è basata su un complicato processo che prevede tempi di copertura delle foglie, ombreggiatura e macinazione studiati per aumentare le proprietà delle foglie della camelia sinensis, pianta da cui deriva. Coprire le foglie con un telo ad inizio aprile consente alla L-teanina di aumentare, donando a questo tipo di tè il suo tipico sapore – definito umami, letteralmente “delizioso” – e abbassando il suo contenuto tannico. Per berlo, ovviamente, occorre seguire regole ben precise che riguardano non soltanto abbigliamento e comportamento, ma soprattutto gli utensili che permettono di renderlo unico. Il chasen, la frusta con cui si prepara ritualmente il matcha, deve, ad esempio, essere di bambù. La kama con cui un maestro del tè fa scaldare l’acqua che poi verserà nella chawan – non una tazza, mi raccomando, ma una ciotola finemente decorata - dei commensali è tradizionalmente in ferro. Bisogna poi ricordare di lasciare le proprio scarpe al di fuori della stanza in cui si berrà il sorprendente infuso, entrando umilmente in ginocchio e strisciando fino a raggiungere il tavolo predisposto…

Questo raffinato volume è curato in ogni suo minimo dettaglio e sicuramente può far felici gli estimatori del matcha giapponese. Le diverse schede offrono molte informazioni indispensabili, dai benefici che bere quotidianamente questo tè può portare alla sua storia millenaria, che nasce originariamente dalle montagne della lontana provincia cinese. Fin dalla copertina con il suo emblematico colore verde e la ciotola di tè circondata da raggi di sole, si viene rapiti da questa nuova divinità gastronomica mondiale, vero concentrato di flavonoidi naturali e nutrienti vegetali. Le raffinate foto di David Munns rendono giustizia con la loro eleganza alle numerose ricette contenute, che dimostrano come, se si volesse, ci si potrebbe nutrire solo di matcha, dalla prima colazione fino allo spuntino subito dopo cena. La maggior parte di queste ricette, vista la provenienza degli autori del volume, hanno oltre che il nome anche una tradizione tipicamente inglese (o americana), dal banana bread ai pancake, dai milkshake ai marshmallows, dai doughnut allo stir-fry, ma ormai rientrano di diritto nei brunch domenicali che molti italiani hanno preso l’abitudine di frequentare con gli amici. Molto utili sono anche le sezioni dedicate alla cerimonia del tè e agli indirizzi nei quali poter vivere questa esperienza unica. Per tutti coloro che non possono per varie ragioni a recarsi in Giappone, c’è anche un elenco dei locali mondiali in cui poter gustare un ottimo matcha. Non stupisce che in Italia il locale dedicato alla nuova bevanda più trendy sia proprio a Milano, città che più delle altre recepisce le nuove mode importandole nel nostro Paese.



 

 

 
 
 
 

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