Viaggio intorno alla madre

Viaggio intorno alla madre

Katarina culla il suo bimbo. Ha la febbre, ma è una febbre inopportuna, così domani gli darà una dose supplementare di Tachipirina e una pastiglietta di Lexotan. L’importante è che vada al nido, che dorma e che non disturbi. Katarina ama il suo bimbo, ma ha un appuntamento, uno di quelli che non si possono mancare. Tornerà e amerà il suo bambino, si farà perdonare: a patto che non le rovini la giornata. Il suo amante, lo straniero, la aspetta. Il bambino brucia di febbre, tutto è deciso e Katarina è visitata anche dal ricordo dalla madre che non l’ha amata e di un padre che non ha conosciuto, mentre il marito dorme tranquillo nella stanza accanto…

Viaggio intorno alla madre mette in scena una protagonista potentissima: l’incarnazione della maternità distratta, indegna che tutte le donne hanno temuto e scansato, e di cui si portano dentro il babau (potrei mai fare del male al mio bambino? Lo amo abbastanza?). Katarina sa di amare il suo bambino ma sa anche di non amarlo abbastanza, come sua madre non ha amato lei. Katarina accarezza e rassicura ma sa già che il richiamo dello straniero è più forte, che il suo amore materno è indissolubilmente legato a una sessualità distorta, che le promesse d’amore sono vane. Il romanzo si svolge tutto tra una sera e l’altra, è il racconto della giornata di Katarina e dei ricordi che si intrecciano, confusi, con la sua infanzia. L’unica pecca è in questa confusione che ci fa a volte incespicare nella lettura. Per il resto è un racconto della maternità sincero come pochi.



 

 

 

 
 
 
 

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