Viaggio nella complessità

Viaggio nella complessità
Il corpo umano, il cervello, le dinamiche sociali, l'economia, il clima. Tutti sistemi complessi per i quali vale il proverbiale effetto farfalla: "Un battito di farfalla in Cina può provocare un uragano negli Stati Uniti". La teoria della complessità è uno dei nuovi e affascinanti paradigmi della scienza i cui principi sono l'instabilità, il non-equilibrio, l'irreversibilità, il caos e il disordine, le connessioni non lineari. Usare questo nuovo modo di guardare alla realtà permette di prevedere che tempo farà domani o come una molecola interagisce con le altre all'interno delle cellula e in specifiche condizioni. Ma non solo: la teoria della complessità ha anche dimostrato perché, in un sistema economico come il nostro, il PIL non è da considerarsi l'indicatore di ricchezza per eccellenza di un paese...
Il saggio scritto da Alberto Felice De Toni, ordinario di gestione dei sistemi complessi presso l'Università di Udine, e da Luca Comello, ingegnere gestionale e appassionato di complessità, introduce i profani a questo nuovo modo di percepire e fare scienza che coinvolge non solo aspetti pratici ma anche ontologici. La scienza di Galileo e di Newton ha cercato di individuare delle leggi universali e eterne che regolassero l'esistente e spiegassero i fenomeni naturali. Da Galileo in poi il vecchio sogno greco dell'episteme, della conoscenza coerente e completa, ha continuato ad animare il lavoro degli scienziati. Le leggi naturali erano percepite come causali. Agli inizi del XX secolo è arrivato Einstein con la teoria della relatività e altri scienziati come Werner Eisenberg, che hanno sconvolto la scienza e la conoscenza. Le loro teorie hanno introdotto i concetti di 'relativo' in opposizione ad assoluto e di 'casualità' in opposizione a causalità. La meccanica quantistica da par suo ha introdotto il concetto rivoluzionario che più si riduce la scala di osservazione della realtà maggiore è il dominio della casualità. In questo clima culturale rinnovato dopo quattro secoli di immobilità sono nate le basi per la nascita della teoria della complessità. I primi scienziati a parlarne furono nel 1946 John Von Neumann e Norbert Wiener i padri della Cibernetica: loro hanno introdotto i concetti di retroazione positiva, retroazione negativa, feedback, loop, circolarità, organizzazione. Da allora il punto dell'osservazione scientifica si è spostato: "la conoscenza specifica e approfondita delle parti non garantisce automaticamente un'adeguata comprensione dell'insieme; da approccio analitico ad approccio sistemico o sintetico. È un salto di piano, un cambiamento di prospettiva", come si legge nel libro. Questo il messaggio principale da cogliere. Per poterlo spiegare ai lettori gli autori scelgono l'escamotage narrativo di un viaggio all'interno di questa nuova teoria. La scelta del viaggio è suggestiva e - chi lo sa perché, poi - sempre funzionale quando si vuole introdurre qualcuno in un mondo nuovo che per essere compreso chiede al viaggiatore di spogliarsi di preconcetti e di aprirsi e nuove letture della realtà. Niente di metafisico nel caso della teoria della complessità: solo un nuovo modo di guardare ai problemi della scienza e alla loro interpretazione. Il libro-viaggio-guida alla teoria della complessità è una lettura piacevole, densa di contenuti (forse anche troppo) ma che lascia intravedere il fascino di un nuovo paradigma scientifico e filosofico.

 

 

 

 
 
 
 
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