Viale dei misteri

Viale dei misteri
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Juan Diego, professione scrittore, può definirsi in diverse maniere: un messicano, dato che è nato e cresciuto ad Oaxaca, nel rione della discarica, in una colonia che allora contava una decina di famiglie, la colonia di Guerrero; oppure può definirsi semplicemente un americano, contando sul fatto che ormai da quaranta buoni anni vive negli Stati Uniti. Più semplicemente può affermare, al momento delle presentazioni, di essere del Midwest, Iowa, giusto per non dare spunti di indagine agli interlocutori. Di certo Juan Diego non vuole né si sente un messicano americano. Non ci sono punti in comune, ritiene, fra le esperienze che ha vissuto in Messico e quelle negli Stati Uniti, quasi fossero due vite destinate a non incontrarsi. Eppure, Juan Diego rivive molto spesso quanto gli è successo nella sua prima vita, soprattutto il momento in cui quel suo piede, per un incidente, gli si è piegato a novanta gradi, rendendolo per sempre zoppo. Forse sono i betabloccanti che assume -o, meglio, che non assume regolarmente- a rendergli i sogni così vividi? Magari c’è di mezzo pure il Viagra. Dovrà parlarne con la sua dottoressa. Certo è che l’infanzia vissuta nella discarica non è un ricordo che si possa cancellare facilmente. Juan Diego, infatti, è stato un “bambino della spazzatura” (niños de la basura) addetto a separare fra loro i rifiuti, l’allumino dal rame e il rame dal vetro. Insieme a lui, l’inseparabile sorella minore Lupe, che comunicava in una lingua incomprensibile a tutti, ma non al fratello che gli faceva da traduttore. Tanti sogni si affollano nella mente dello scrittore e lo lasciano confuso, così come l’incontro con due donne durante il viaggio verso le Filippine...

John Irving firma un altro successo, il suo quattordicesimo romanzo. Apprezzato dalla critica e dal pubblico, ex-lottatore di wrestling, nonché premio Oscar per la sceneggiatura tratta dalla sua opera Le regole della casa del sidro, Irving stupisce nuovamente con una trama mutevole, mirabolante, straripante di personaggi tanto assurdi quanto amabili, per avventure nelle quali la religione e il sesso camminano a braccetto, ed entrambi vengono continuamente dissacrati e poi di nuovo celebrati. Anche qui è presente preponderante il tema dell’infanzia e delle vicende che, in questo delicato periodo di formazione, possono segnare per la vita, motivo per il quale spesso l’autore è stato accomunato dalla critica a Charles Dickens. In Viale dei misteri si esalta anche il potere della lettura (facendo affermare al protagonista che senza le donne il mercato letterario sarebbe in seria crisi) e di come la letteratura permetta una possibilità in più di sopravvivenza, di integrità; tanti sono gli spunti di riflessione che ci regala il romanzo, al di là del sorriso e della comicità che inevitabilmente ci suscitano in prima battuta gli incontri e le avventure del protagonista Juan Diego. Leggere un romanzo di Irving è un’esperienza alla quale bisogna abbandonarsi fiduciosi, sapendo che ad un certo punto possiamo trovare, ad esempio, uno strano quartetto composto da “uno scolastico gesuita che si flagellava, una prostituta trans con un trascorso indicibile a Houston e due bambini della spazzatura”. Lasciatevi stupire, e buona lettura.



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