Vicini alla terra

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Andare a Castelluccio è uno spettacolo scenografico di panorami e montagne bellissimi, ma ciò che appare una volta varcata Forca di Presta vince su tutto: una conca piana coperta da un immenso prato battuto da un vento deciso ma gentile; di fronte, sul fianco della montagna che separa da Norcia, una splendida macchia di conifere; in mezzo, sulla destra, svetta il piccolo paese di Castelluccio. L’ultima volta che vi si sono recati era luglio, con la fioritura della piana al suo massimo splendore. Di ritorno dal viaggio, poi, hanno deciso di non fermarsi a Norcia. È stato un errore, perché tutto è cambiato poco dopo. Sono crollate tante case e chiese a Norcia. È crollata Arquata. È crollata quasi tutta Castelluccio… Ale tre e trentasei del mattino del 24 agosto 2016 una fortissima scossa di terremoto, con epicentro Accumoli-Arquata, magnitudo 6.0 della scala Richter, squarcia la notte estiva e semina quasi trecento morti. Nei giorni e nei mesi successivi la terra continua a tremare. Due mesi dopo, domenica 30 ottobre, alle sette e quaranta del mattino, arriva la scossa più forte di tutte: magnitudo 6.5 della scala Richter. Per le regioni interessate - Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo - un ennesimo durissimo colpo… Cosa ne è delle mura e dei santuari di Norcia, Camerino, San Severino e tutti gli altri posti meravigliosi che erano lì da anni e sono crollati in più punti? E cosa ne è di tutti gli animali, domestici e d’allevamento, abbandonati nelle ore successive le scosse? L’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, se ne sta occupando: una squadra è già in missione a Norcia ed una seconda è all’opera nel teramano e nell’ascolano. I tweet dell’ENPA, parlando di animali, raccontano molto di persone e luoghi. Le loro foto sono diverse da quelle che escono sui giornali, sono foto spesso scattate con i cellulari e rappresentano sì persone e cani e gatti, ma anche strade, paesi e soccorritori all’ azione. Sono belle le storie di salvataggi e ricongiungimenti che raccontano. Sono storie piccole, che confortano: se c’è qualcuno che si occupa anche degli ultimi, allora c’è speranza per tutto e per tutti…

Il terremoto del 2016 ha distrutto intere città e piccoli paesi, insieme alla vita dei suoi abitanti, che si sono ritrovati all’improvviso senza punti di riferimento e senza alcuna certezza. Con uno stile a metà tra il diario ed il reportage, Silvia Ballestra racconta, in questo libro i cui diritti d’autore sono stati destinati alle scuole dei centri colpiti dal terremoto, di un territorio distrutto e sventrato e delle operazioni di recupero e salvataggio che i volontari dell’ENPA hanno compiuto nei paesi colpiti dal sisma, salvando e nutrendo animali intrappolati tra le macerie, perché anche per gli animali il terremoto è sempre e comunque un vero e proprio dramma. Ci si imbatte allora nel gatto Pietro, sopravvissuto per sedici giorni tra le macerie della casa che condivideva con la padrona; in Kid, il cane anziano del paese che se ne sta sdraiato a guardia di una casa in cui non tornerà più nessuno; in Giobbe, il cane delle suore di clausura della basilica di Norcia, costretto ad abbandonare il convento assieme alle Sorelle. E poi ci sono le mucche da allevamento, che vanno rifocillate, perché gli allevatori sono stati costretti a sfollare, lasciandole senza foraggio né mungitura. Ed ancora la cagnolina Lola, il gatto Timmi, le galline, i cavalli, i suini, tra le principali risorse economiche di quei luoghi. Alcuni animali non sono sopravvissuti, ma molti ce l’hanno fatta, grazie ai veterinari ed ai volontari che hanno utilizzato la notissima Ambulanza Isotta, così chiamata in ricordo di una gatta salvata all’Aquila, facendola diventare all’occorrenza camion da trasloco o anche confessionale. Un lavoro faticoso, dunque, un lavoro prezioso, animato dalla certezza che quando non si ha più nulla, occuparsi dei propri animali può essere tranquillizzante ed aiutare a tornare alla routine quotidiana. Un lavoro narrato, in queste pagine intrise di tristezza e di speranza, con grande intelligenza: se da un lato viene ribadito con chiarezza che l’assistenza alle persone, specie se rimaste sole o ferite, debba avere la precedenza sempre, dall’altro si sottolinea quanto la compassione ed il rispetto verso ogni essere vivente, animali compresi quindi, siano indicatori essenziali di dignità e civiltà umana.



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