Victoria

Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

È il 1835 a Kensington Palace, Londra. Alexandrina Victoria, chiamata odiosamente “Drina” soprattutto dai parenti più stretti, dorme nella stessa camera con sua madre, ma la cosa non le va più a genio, perché detesta il comportamento della genitrice, sempre appiccicata a Sir John Conroy, il suo fiduciario irlandese, che sa di arrivista a tre metri dal naso... La ragazza sa perfettamente che è destinata al trono d’Inghilterra, così come è consapevole che suo zio, il re Guglielmo IV, è ormai anziano e malato, ma si augura (e per questo prega ogni domenica in chiesa) che possa vivere altri due anni, giusto il tempo di farla diventare maggiorenne, in modo da non aver bisogno di avere una reggenza della madre, la duchessa di Kent, e tantomeno di dover sopportare i consigli di Conroy, il “ragno che aveva tessuto la sua tela imprigionando l’intero palazzo”, così come lo definiva. Per la verità Victoria non sopporta nemmeno la dama di compagnia di sua madre, Lady Flora Hastings, sempre pronta a intavolare lezioni di protocollo e a riprenderla per il suo comportamento. E pensare che ha già un’istitutrice, Lehzen, alla quale è anche molto legata! Nei due anni fino alla maggiore età ha tutto il tempo per farsi un’idea dei personaggi che la circondano e delle loro mire e, ascoltata nelle sue preghiere, la notizia della morte di suo zio il re, giunta per mano di un messaggero da Windsor con il lutto al braccio, le arriva il 20 giugno 1837, a diciotto anni già compiuti da un mese e quindi con la possibilità di essere incoronata regina senza la necessità di alcuna interposta persona...

Che lettura piacevole! Già i libri di storia ci avevano parlato di un personaggio femminile molto particolare, ma soprattutto illuminato, sotto alcuni punti di vista. Ora questa biografia ci consegna una giovane Victoria (appena diciottenne, ma consapevole del suo ruolo) pronta a dare risposta a tutte quelle necessità che gli impongono scelte ogni giorno, sveglia e capace nel capire il doppio gioco di alcuni arrivisti, al punto di allontanare anche chi si schiera dalla loro parte (sua madre in primis, Vittoria, la principessa di Sassonia-Coburgo, consigliata da quell’irlandese non proprio gradito a corte, è la prima che viene relegata in un’ala del palazzo lontana dagli appartamenti reali), fragile dal punto di vista sentimentale non avendo conosciuto altro che le quattro mura domestiche di Kensington Palace, dove è cresciuta e vissuta prima dell’Incoronazione, ma capace di riscattarsi non appena ne ha l’occasione, capace di dominare i sentimenti per il suo consigliere, ma anche di fremere al tocco fortuito di quello che sarà il marito Alberto. Ma in questa alternanza di situazioni, resta comunque e sempre una donna vera, libera e spontanea e, soprattutto, alimentata dalle più profonde e buone intenzioni di servire il suo popolo. Scrupolosa, anche nell’aggiustare gli “strumenti” regali alle sue misure di giovane ragazza, nemmeno troppo alta, tanto che fa sorridere la lotta che ingaggia contro la corona, pesante (a causa delle tante pietre preziose) e troppo larga, ma che indossa con dignità per amore nei confronti del suo popolo che contraccambia la sua totale devozione. Dal 2016 la Goodwin è anche sceneggiatrice della serie tv tratta dal romanzo, con Jenna Coleman nei panni di Victoria.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER