Vieniminelcuore

Vieniminelcuore
Una scritta verde lampeggiante che incita a scappare via nel bel mezzo di una sessione intensa e pienamente soddisfacente di sesso orale è quanto meno inopportuna. E lo è altrettanto seguire senza neanche badare alla stranezza della cosa il malevolo suggerimento, prendere un treno e tornare in anticipo a Milano da un focoso weekend con un prestante e compatibile amante danese. Una volta arrivati poi, potrebbe sembrare assurdo non tornare direttamente a casa: ma iniziare a girovagare per la città dopo aver avvisato la Bionda Madre - moderna e platinata aruspice di relazioni sentimentali fallimentari - e incrociare strade, note e meno note e trovarsi di fronte a persone e luoghi con un forte legame col passato. Come l’amica del cuore, ormai incinta; la fumetteria che è stata un lavoro provvisorio e in cui far accettare il fatto di essere donna ed esperta di fumetti è stata un’impresa più che farsi assumere, ma dove è nata l’amicizia caustica con il bellissimo commesso gay Brian. Sulla scia del trolley ricomposto in fretta e furia dopo la fuga, trascinato da una strada all’altra, persino sotto quella casa sui Navigli che è rimasta in vendita perché da restaurare, ricordi e situazioni irrisolte chiedono a gran voce - o tramite scritte verdi in questo caso – di rivedere la luce. Proprio il giorno prima del compleanno. Proprio in coincidenza di quella strana fuga. Proprio forse per parlare direttamente al cuore…
Spumeggiante, sfrontato, ironico, divertente, riflessivo. Sono tanti gli aggettivi che si possono attribuire al libro della Beltramini, omonimo del suo blog. La certezza è che conquista sin dalle prime pagine. Perché se pure di flusso di coscienza o di rimembranze in fin dei conti si tratta, non c’è il rischio di andare a fondo come una madeleine soffocati in una tazza di tisana al tiglio o di impantanarsi in uno sfacelo di pagine che per quanto profonde risulterebbero comunque troppe. Il ritmo è veloce, molto carina l’idea dei “cartelli segnaletici” per catalogare i diversi momenti, schietta e spontanea la voce della protagonista, persino quando condensa i suoi ricordi nei racconti brevi che intervallano la narrazione e ci regala altre piccole perle in un vero e proprio gioiellino. E poi la musica, i fumetti, e signori, il sesso… chiamato e illustrato senza falsi pudori e senza un briciolo di malizia ma solo in quanto puro e semplice ingrediente della vita e, corredato da un titolo che sicuramente si presta a interpretazioni stuzzicanti ma rivela un concetto molto più sensibile e personale. D’altra parte il lettore è avvisato, subito, nell’introduzione e dalla scrittrice stessa, di trovarsi di fronte a molto di quanto lei abbia dentro. Una promessa a cuore aperto, ampiamente mantenuta.

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