Visto censura

Visto censura

In carcere si vive male. Tutto è ridotto a “bisogno”: il desiderio, l’amore, l’affettività. E il “bisogno” non è altro che un “non-rapporto”, ossia la morte. Ma anche dall’ideologia non c’è molto da aspettarsi, non è che un gran fregatura… L’Asinara è peggio di un campo di concentramento. Si sta in quattro in celle anguste, dotate di un gabinetto completamente scoperto che ti obbliga a fare i bisogni corporali davanti ai tuoi compagni detenuti. Non si può cucinare, non c’è la TV, sei controllato a vista da agenti incollati ai loro mitra. Quale differenza passa tra un governo che tratta in questo modo i prigionieri politici e il fascismo?... Il gioco della borghesia è di teorizzare il carcere “umano” su misura, ma solo per far dimenticare la sua vera funzione: la distruzione totale di chi trasgredisce le regole del sistema. Il carcere è la distruzione fisica e psichica dell’individuo… La paura del potere è che la lotta armata per il comunismo possa fondersi con la lotta di classe. Per questo si cerca con qualsiasi mezzo di annientare il movimento rivoluzionario con una struttura carceraria disumana. Al proletariato non resta che una strada: la guerra…

Visto censura dà un contributo significativo all’interpretazione del terrorismo politico, osservandolo da una prospettiva interna, quella dei protagonisti dell’attacco alla Repubblica italiana, messa in luce dalle loro lettere scritte nei “campi” di detenzione. Attraverso le quattro sezioni – Affettività, Carcere, Politica, Documenti – di cui si compone questa corrispondenza epistolare emerge uno spaccato umano e politico intessuto di sentimenti e confidenze intime. Sono voci che ribadiscono la necessità della lotta di classe, denunciano le deprivazioni subite dai detenuti, discutono degli errori commessi perché – come sottolinea Beppe Battaglia – “il mondo è fatto di cose reali prima ancora che di idee”. Ma sono voci che parlano anche di affetti, desideri, amore, bisogno di socialità. Visto censura mostra come la lotta armata sia stata un fenomeno sfaccettato, con diverse sfumature, ambiguità, contraddizioni, che non possono essere liquidate con semplici analisi manichee. Queste lettere invitano in senso traslato a non cadere nella facile tentazione della rimozione politica ma ad aprire una più ampia riflessione su una stagione drammatica che ha dolorosamente segnato la storia del nostro Paese.



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