Vita attraverso le lettere

Vita attraverso le lettere
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Il pingue e claudicante George è infelice a causa delle ristrettezze economiche della famiglia e dell’abbandono da parte del padre. Dal 1801 inizia a frequentare la scuola di Harrow sotto la tutela di Henry Drury. La sua indole orgogliosa lo porta a reagire all’ingiusto atteggiamento che gli altri allievi ostentano per le sue difficoltà a reperire denaro. Nel 1804 scrive indignato alla madre Catherine “possono darmi della canaglia, non potranno mai rendermi tale”. In questo periodo la sorellastra Augusta diviene la sua principale confidente. George aspira alla grandezza, la sua anima tende alla conquista di un posto nel mondo, un posto non oscuro, e nulla gli sarà di ostacolo in questo cammino. È attratto da alcuni compagni di corso e accumula debiti che fatica a gestire. Un po’ di respiro è dato da Mr Hanson, amministratore dei pochi beni di famiglia. A partire dal 1805 frequenta il Trinity college di Cambridge, la situazione economica migliora, George ha un servo e vive nel lusso, senza smettere di accumulare debiti. Sviluppa un rapporto sempre più intimo con la sorella Augusta, ma cresce la repulsione per la madre, una “tiranna molesta” che lo assilla coi suoi “sfoghi melodrammatici”. Col tempo Cambridge gli sta stretta, troppo inferiori gli “intelletti stagnanti” che vi albergano, è un periodo di attriti coi professori, sperperi e sesso sfrenato, sono le puttane a condizionare i suoi giorni, nonostante non nutra stima verso le donne. A partire dal 1809 viaggia: Spagna, Turchia, Grecia. Conosce generali, principi, donne affascinanti e intesse relazioni amichevoli e non solo. Al rientro in Inghilterra deve fare i conti con lutti improvvisi: la madre e vari amici, eppure i suoi successi letterari si fanno sentire. Dalla satira pubblicata prima di partire alla prima parte di Child Harold e poi Corsair, ma i debiti lo assillano in quanto si rifiuta di percepire denaro per i suoi scritti. Dopo una burrascosa relazione con Lady Caroline Lamb cerca di assicurarsi la mano della silenziosa e fredda Annabella Milbanke, e con intercessione di Lady Melbourne, il corteggiamento e lo scambio epistolare va avanti a lungo. Nel frattempo la sorella Augusta dà alla luce la loro bambina, l’amata Medora…

George Gordon Byron (Londra 1788 – Missolungi 1824) è stato un uomo fuori dal comune. Intelligente, tormentato, vizioso, prolifico autore e amante instancabile che ha attratto nel suo letto uomini e donne, inclusa la sorellastra Augusta (stesso padre, l’insolvente John Byron jr detto “Mad Jack”, e madri diverse). Le lettere raccolte nel volume a cura di Masolino D’Amico partono dal 1804 e sono la fortunata e ricca testimonianza di una intensa e sorprendente vita. Incredibile constatare come i destinatari di tali lettere le abbiano custodite nel corso degli anni. D’Amico definisce Byron come il “supremo esempio romantico dell’identificazione di arte e vita”. Insofferente nei confronti delle convenzioni e amante del lusso, il suo fascino e il bel volto hanno attirato verso la sua luce individui di ogni genere. Ha distrutto matrimoni (incluso il suo) e reputazioni senza battere ciglio. Amoralità o volontà di vivere al massimo, trascurando le restrizioni sociali? Di certo Byron aveva un incessante desiderio di vivere esperienze e frequentare chi reputava interessante, senza privarsi di nulla. Il pregio di questo volume è di avere raccolto le parole di questo artista senza filtri, così da permettere ai lettori un confronto diretto col suo pensiero, i termini scelti per chiarire le sue idee e posizioni in merito agli eventi della vita. Le sue parole e le sue emozioni, in un misto di sincerità, ironia e strafottenza, rappresentano una inestimabile risorsa per conoscerlo e, forse, comprenderlo.



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