Vita di Leonardo Da Vinci

Vita di Leonardo Da Vinci

Il 15 aprile 1452 alle 22.30 circa, secondo quanto riporta un protocollo notarile dell’epoca, secondo l’uso dei ricchi mercanti, ad Anchiano, a circa tre chilometri da Vinci, nasce un bambino da tale ser Piero. Il documento menziona anche una serie di nomi di persone presenti al battesimo, ma non quello della madre del neonato. Si tratta di Caterina, figlia di un contadino. Si tratta di una nascita illegittima, frutto di un probabile amore fugace nato in estate fra Piero e questa popolana. Il bambino nei primissimi mesi rimane con la madre, mentre il padre, pur appartenente ad una famiglia agiata, non riesce a gestire la sua situazione privata. L’anno dopo, Caterina si trova costretta a sposare un malfamato contadino nel paese di Campo Zeppi; mentre Ser Piero prende in moglie la sedicenne Albiera di Giovanni Amadori, proveniente da una famiglia borghese fiorentina, deceduta poi di parto. Ser Piero, però, è ignaro che quel figlio avuto con Caterina un giorno avrebbe dipinto la Gioconda, avrebbe progettato macchine avveniristiche, associando il suo nome a quello dei geni più noti dell’intera umanità…

Eludendo con maestria divulgativa la tentazione di una monumentalità esposta al rischio della pesantezza argomentativa, Valentina Fortichiari sforna una biografia su Leonardo che spicca per la gustosa trattazione storica, che riesce a coniugare i grandi eventi storici italiani ed europei con le vicende private dell’autore dell’uomo di Vitruvio, oltre che per la dovizia di particolari tecnici - necessari per capire anche i grandi “fallimenti” leonardeschi, primi fra tutti le sfortunate preparazioni tecniche di opere mirabolanti quali Il Cenacolo e La battaglia di Anghiari. Uno spazio fugace dedicato anche al Leonardo musicista e strumentista, oltre a quello che consiste nella restituzione al grande pubblico addirittura degli indovinelli del genio di Vinci, una bibliografia scelta con oculatezza, uno stile accattivante che vivacizza un genere saggistico (come quello biografico) nella peggiore delle ipotesi a volte oscillante fra cronachismo puro e celebrazione stucchevole, rendono queste pagine una pubblicazione che soddisfa un ampio pubblico di lettori, non necessariamente quello dei cultori dal periodo umanistico-rinascimentale.



 

 

 

 
 
 
 

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