Vita e destino

Vita e destino
Strum è un fisico ebreo minacciato di morte per la sua origine, Krymov è un funzionario di partito che viene torturato per la sua condotta antirivoluzionaria, Grenko comanda un avamposto contro l'esercito tedesco a Stalingrado, Evgenija Saposnikov lascia Krymov per sposare il comandante dei carristi Novikov, Stalin, Hitler sono i due comandanti supremi...
Questi e numerosi altri personaggi vivono nelle pagine di questo libro ambientato nella seconda guerra mondiale. La lunga narrazione (che supera le 800 pagine) è imbevuta di storia; per la maggior parte la protagonista è proprio la città di Stalingrado, nodo geopolitico che definirà il futuro del conflitto mondiale, dei lager nazisti e dei campi di lavoro siberiani. Tantissime storie e mondi a confronto: le vite dei civili, le lotte con(tro) i poteri, la tragedia dei deportati, le fatiche dei soldati e le condizioni disumane di una pratica totalitaria che ha segnato l'intero secolo. Un libro che narra grazie a un magistrale iperrealismo giornalistico le vicende di due popoli, di due mentalità che si scontrano e si incontrano al fronte. Lo stile di Grossman si accosta ai più noti (per il pubblico italiano) racconti dal fronte di Lussu e Rigoni Stern o ai resoconti di Pahor e Levi, accentuando - con una sapienza narrativa che lo fa approdare istantaneamente sulla vetta dei classici - la follia insensata dei sistemi totalitari. Nelle descrizioni poetiche e nel contempo tragiche che arricchiscono la vicenda, l'autore ci dimostra come il totalitarismo abbia imbrigliato e sezionato la libertà personale, costringendo l'uomo di qualsiasi latitudine e provenienza a vivere in una condizione che azzera ogni possibile discorso. Dopo più di 40 anni, un sequestro da parte del KGB e numerose edizioni incomplete, oggi abbiamo tra le mani un capolavoro della letteratura del Novecento. Da leggere a tutti i costi.

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