Vite pericolose di bravi ragazzi

Vite pericolose di bravi ragazzi
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Anni '70, Georgia. Francis ha tredici anni, un nome da femmina e un'ernia. Va a scuola al Cuore Benedetto, dalle suore, anche se lui e i suoi amici – parecchio alcol, molti furti, qualche rissa – si professano atei e quando vanno a Messa fanno a gara a chi riesce a tenere più a lungo l'ostia in bocca senza farla sciogliere. La mente della banda è Tim, alto come un bambino e intelligente come un adulto, che quando si annoia si dedica al vandalismo. Francis è innamorato della vulnerabile e misteriosa Margie, seconda media, che l'anno prima ha provato a farsi fuori tagliandosi le vene dei polsi. Un giorno nelle mani del preside arriva un fumetto osceno che Francis e i suoi amici hanno disegnato. Per far cadere la faccenda nell'oblio ed evitare la bocciatura, Tim propone di rapire una lince dal parco naturale lì vicino e liberarla nella scuola...
Una scrittura graffiante e ruvida, che ricorda quella di Hemingway, Fante, Salinger e dintorni. Pochi giri di parole, poche elucubrazioni mentali. A parlare sono i fatti e i dialoghi – spiazzanti, vivi, incredibili – dei personaggi. Francis, Tim e i loro amici si sono appena affacciati all'adolescenza, è  il loro primo anno da teen, eppure sono già ragazzi navigati: fanno a botte, bevono a fiumi, scappano di nascosto da casa, rubano quello che trovano. L'infanzia è lì, dietro l'angolo, che ancora li insegue e ogni tanto riesce ad acciuffarli. I genitori, e gli adulti in generale, sono lontani, violenti, scialbi. Chris Fuhrnam è morto a soli trentuno anni, stroncato da un tumore, nel 1991. Questo è il suo primo ed ultimo romanzo. Nel 2002 ne hanno fatto un film.

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