Volpe

Volpe

Si chiama Jennifer Black, ma poche persone tendono a chiamarla per nome. Al liceo è conosciuta come “Volpe”, per via dei capelli ramati che tiene nascosti in un cappuccio perché non si vedano, anche loro lo sanno, loro li vedono. Lei è la Volpe che abita in fattoria, che puzza di stalla e che i primi tempi veniva a scuola in trattore con il papà. Così, Jennifer ha imparato a tenere per sé tutto il resto che può: il suo amore per il canto e per la musica di Taylor Swift, e il fatto di avere una voce niente male. Oppure il desiderio sotterraneo di essere come “loro”, andare alle feste e baciare i ragazzi e avere un profilo su Facebook e mettere i “mi piace” alle foto altrui. Solo che Volpe non è destinata a una vita felice: le ragazze popolari la scartano, i ragazzi popolari prendono in giro, e i secchioni sono troppo concentrati sulle loro faccende da secchioni per diventare suoi amici. Il destino che le è toccato è fare ogni giorno l’impossibile per rendersi invisibile. Questo finché, un mattino, due persone nuove entrano nella sua classe e nella sua vita: un nuovo insegnante, il professor Johnson, e Abby, una ragazza esuberante che senza chiedere il permesso si accomoda nel banco vicino al suo…

C’è un genere di letteratura che può dare alla testa, quando si è ragazze adolescenti. Si può definire un “genere a prova di spoiler”, quello per cui prendi in mano un libro e sai già che, per quanto tristi e dolorose siano le premesse, tutto approderà a un lieto fine. La ragazza popolare e antipatica avrà la lezione che merita. Il professore dal cuore d’oro si confiderà da pari a pari con i suoi studenti. Il capitano della squadra di calcio si rivelerà molto più sensibile e romantico del cliché da maschio alfa che si è cucito addosso. La protagonista timida e sfigata (ma anche bellissima-che-non-sa-di-esserlo) dimostrerà un talento spiccato per una qualche disciplina artistica, diventerà l’amica del cuore della compagna di classe più simpatica che possiate immaginare, e si fidanzerà con il capitano della squadra di calcio. È matematico. Se non succede, questo romanzo è tempo perso, soprattutto se lo si legge da coetanee della timida protagonista di cui sopra, e si avverte in lei uno spirito affine. A conferma che, come si dice a volte, il liceo non te lo scrolli mai del tutto di dosso. È però altrettanto vero che, da adulti, un romanzo a prova di spoiler può risultare noioso, prevedibile. Ed è qui che si distingue un romanzo brillante, cosa che Volpe purtroppo non è: nella capacità di saper generare livelli di lettura paralleli, per farsi apprezzare dal pubblico di ogni età.



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