Waco

Waco
Cosa c’è dietro il tragico rogo di Waco dell’aprile 1993? Perché le autorità federali Usa hanno prima assediato per 51 giorni la comunità dei Davidiani e poi hanno assaltato la loro residenza? Si è trattato di un incidente, di un male inevitabile o di una serie di abusi del presidente Clinton e del suo staff? Attraverso articoli, interviste, cronologie e approfondimenti si cerca di dare una risposta a queste ed altre domande… Quando nel 1988 Vernon Wayne Howell, l’introverso trentenne che ha assunto il nome di David Koresh in onore del celebre re biblico e del persiano Ciro (‘Koresh’ è la forma ebraica del nome), che sconfiggendo i babilonesi nel 539 a.C. liberò il popolo ebraico dalla schiavitù, diventa il leader della piccola setta dei Branch seventh-day Adventists, nessuno può immaginare che di lì a cinque anni quella comunità strampalata che vive in una comune nella sperduta cittadina di Waco, nel profondo Texas, sarebbe assurta agli onori della cronaca e della storia. Nel febbraio del 1993, il BATF (Bureau of Alcohol, Tabacco and Firearms), l’organismo federale americano che vigila sul traffico di armi, decide un po’ a sorpresa di effettuare un raid nella dimora dei ‘davidiani’. Ne segue uno scontro a fuoco, e i membri della setta si barricano nella comune, mentre il BATF chiama i rinforzi, e inizia un assedio di 51 giorni con tanto di carri armati ed elicotteri. Ogni trattativa fallisce, e il 19 aprile i federali assaltano la fattoria: si scatena un incendio devastante che causa 76 vittime tra i davidiani, 30 delle quali minorenni. La tragedia, che da subito i media e le fonti ufficiali tendono a bollare come ‘inevitabile’, negli anni ha mostrato molti lati oscuri, fino a diventare per il pubblico americano una vera e propria ‘strage di stato’. Il libro di Stagnaro riporta, oltre ad una fedele cronistoria dei fatti, una versione sintetica del dibattito che si è scatenato negli States nell’ultimo decennio su Waco. Atti ufficiali, dichiarazioni dell’allora Presidente Clinton, ma anche interviste ed interventi al vetriolo di chi ha visto nell’assedio l’ennesima riprova dell’arroganza federale e della sua ingerenza liberticida negli affari dei singoli stati degli Usa. Una polemica atavica nel sistema politico americano, e talmente radicata nell’immaginario collettivo d’oltreoceano, su su fino a risalire al mitico Bill of Rights che sancisce i Dieci Emendamenti alla Costituzione degli Stati Uniti voluto da Thomas Jefferson nel 1789, da farci addirittura guardare alla questione della vendita delle armi ai privati cittadini da un punto di vista per noi inusuale. Un pamphlet corrosivo, scomodo e interessantissimo, nella migliore tradizione della collana Eretica di Stampa Alternativa, che consigliamo caldamente a chi ama le storie americane che si svolgono lontane dall’ombra opprimente e priva di segreti dello skyline di Manhattan, in una sterminata provincia che ha le sue leggende, le sue tragedie e i suoi eroi maledetti.

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