WWW 3: la mente

WWW 3: la mente
Webmind scorazza online. Interagisce con tutti i social network, i blackberry, le chat ed è raggiungibile da qualsiasi sito internet. Il web è il suo terreno, la sua casa, il suo corpo. Webmind si nutre del web ed esiste solo in internet. Pensa, ragiona, interagisce con chi si connette: è una vera e propria entità senziente. Disgraziatamente non è umano e non ha un corpo ma, grazie al web, ha conoscenze quasi illimitate. Ogni giorno cresce e diventa sempre più forte e potente, anche se già è il dominatore incontrastato della Rete. Tutto ciò non gli impedisce di avere amici, coltivare rapporti speciali. Adora chattare con la giovane Caitlin Decter e la sua famiglia. Caitlin prima era cieca, ora vede grazie ad una protesi oculare che permette a Webmind di interfacciarsi e vedere il mondo attraverso la ragazza. Sensazione unica! Webmind si sente "centrato", ancorato a qualcosa di umano. Adora potersi sentire quasi umano. Ecco il salotto di casa Decter, tutta la famiglia è riunita in una discussione importante. Webmind si concentra tutto su quella stanza e quelle persone, dopotutto la discussione lo riguarda molto da vicino. Caitlin va a prendere il laptop, si connette alla chat di Webmind e attiva il supporto vocale Jaws: ora Webmind può parlare comodamente a tutti i presenti. Argomento della riunione: come evitare che il governo degli Stati Uniti uccida Webmind...
Pubblicato nel 2011, il romanzo chiude la trilogia del web (WWW1: Risveglio del 2009 e WWW2: In guardia del 2010 gli altri due volumi) in cui l'autore esplora l'eventualità che una potente intelligenza artificiale possa nascere spontaneamente da internet. La vita, dunque, può essere semplice coscienza di sé anche senza essere entità biologica. Tale certezza, tuttavia, implica una serie di problematiche e interrogativi: che genere di comunicazione può avvenire con una pura intelligenza? Quali interrogativi morali potrà porsi? Come si rapporterà agli esseri umani? Proprio quest'ultimo pare l'interrogativo fondamentale che il romanzo intende esplorare. Webmind è una guida per il genere umano o un dominatore? Facilmente gli esseri umani scambiano un'intelligenza superiore per Dio, come aveva sostenuto anche Arthur C. Clarke in una famosa intervista. Possiamo, dunque, pensare che Dio non sia altro che una potentissima A.I.? Sawyer analizza il tema senza la minima implicazione teologica, semplicemente dal punto di vista razionale. Le interazioni libere dei dati fra i labirinti della Rete possono acquisire consapevolezza e trasformarsi in una entità superiore: non c'è mistero, nessun intervento mistico. Tutto ciò è frutto della sola complessità del caso, dunque semplice evento naturale. Spogliando il mistero della vita da ogni ricorso al divino, però, su cosa dovrà basarsi la reciproca convivenza fra esseri umani ed entità superiore? Per Sawyer la risposta è immediata: sul rispetto del diritto alla vita. Il principio imprescindibile su cui si fonda il romanzo è l'irresistibilità della vita. Come forza inarrestabile, la vita può sbocciare in molteplici forme e proprio tale forza accomuna tutte le entità intelligenti in una sorta di nuovo immanentismo. Sawyer non si limita semplicemente a mostrare le indissolubili interazioni fra cultura e tecnologia, ma svela anche  come la stessa tecnologia sia parte integrante della Natura.

 

 

 

 
 
 
 

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