Zero assoluto

Zero assoluto

Todd ha undici anni e sta sistemando la telecamera per intervistare per un progetto scolastico suo nonno Peter o meglio il dottor Ross, celebre primario di radiologia al Boston Memorial Hospital. La discussione cade quasi immediatamente sugli inizi della carriera del dottore e sul suo viaggio nel nord della Spagna per un congresso scientifico. Todd però vuole indagare più a fondo sulla questione tanto sbrigativamente evitata dal medico, dato che ha sentito da suo padre James che il nonno in quella occasione ha quasi rischiato “di farsi ammazzare da una banda di gangster e la polizia lo ha anche accusato di avere ucciso un arabo”. La mente del dottor Ross corre quindi immediatamente a quel lontano 1967, sulla spiaggia di Tossa de Mar in Costa Brava. Là passeggiando sulla battigia con una bottiglia di birra in mano, appena ventiseienne, fece la conoscenza di Angela Locke, una bellissima mora britannica, di professione hostess. La ragazza, stretta in un bikini rosa mozzafiato, gli chiese senza troppi convenevoli di portarla subito a pranzo perché molto affamata. Prima di lasciare la spiaggia però un misterioso uomo con forte accento spagnolo intimò al dottore di non eseguire per nessun motivo l’autopsia che gli era stata richiesta, anche se gli fosse stato offerto tutto l’oro del mondo, altrimenti avrebbe potuto rischiare la vita. Ancora frastornato dalle incomprensibili parole dello spagnolo, Peter Ross pensò che quello fosse un inizio di vacanza un po’ troppo movimento per un tipo convenzionale come lui, “uno zero assoluto” come presto Angela lo avrebbe definito…

Zero assoluto è un romanzo giovanile del grande Michael Crichton, risalente al lontano 1969, quando l’autore, ancora all’università, era ancora noto con lo pseudonimo di John Lange. Crichton è divenuto poi un autentico mostro sacro, autore tra le altre cose del soggetto del capolavoro E.R. – Medici in prima linea, delle sceneggiature di Jurassic Park e di Congo, di innumerevoli blockbuster letterari. La particolarità di questa edizione sta nel fatto che l’autore poco prima di morire, circa quaranta anni dopo la prima stesura quindi, ha voluto dare nuova linfa a questo thriller, proponendo un nuovo primo e ultimo capitolo. La vicenda presenta però – nonostante il maquillage di Crichton - uno stile ancora acerbo: ciononostante è pienamente godibile dagli appassionati del genere grazie all’impostazione classica da spy-story. I capitoli sono tutti molto brevi e quasi autoconclusivi, tanto che arriverete rapidamente alla fine del romanzo, senza quasi neanche rendervene conto. Lo stesso autore ha infatti specificato a tal proposito che a quel tempo: “Non mi tormentavo per capire se quello che scrivevo esprimesse o meno me stesso, o una forma d'arte. Scrivevo e basta: di getto, sotto pseudonimo, a velocità folle”.



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