ZeroZeroZero

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Tutti possono far uso della cocaina, dove e quando vogliono. La “coca” è ormai un virus che ha infettato ogni anfratto della società e tutti, dal più ricco al più povero, ne sono attratti. Quello della cocaina è un vero e proprio sistema economico:  un giro d’affari di cui si fa difficoltà ad immaginarne le cifre e che come qualsiasi prodotto risponde all’equilibrio che si viene a creare tra domanda ed offerta. Questo tipo di droga è considerata il petrolio bianco e, come quello nero, muove le economie e provoca guerre. Come quelle che ormai da anni si combattono in Messico, dove i cosiddetti cartelli, da Los Zetas a La Familia, dai Cavalieri Templari al Cartello del Golfo, lasciano infinite scie di sangue e, tramite il web, dimostrano una ferocia inaudita nel trattare i propri nemici,  vittime di soffocamenti, squartamenti e decapitazioni, perché è proprio il sangue l’elemento fondamentale che regge il sistema della cocaina. Un sistema che non conosce perdita e che fa proliferare le organizzazioni. Perché se il mondo è una pasta tonda che lievita, e lo fa attraverso il gas, il web, il coltan, il petrolio, c’è solo un ingrediente senza il quale non potrebbe esistere nessuna pasta: la farina. E non una qualsiasi. Una farina speciale a tre zeri…

“Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei ‘addicted’. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari”. Sette anni dopo la pubblicazione di Gomorra, opera famigerata che gli costa da tempo una vita blindata, Roberto Saviano torna con un’inchiesta-fiume sui meccanismi che muovono l’immenso sistema della cocaina. Sono davvero tante le informazioni da cui si viene investiti nella lettura di ZeroZeroZero: si parte dal motore che muove la macchina, il consumatore, quello che in microeconomia chiameremmo la ‘domanda’, e si giunge alla ‘offerta’, una vera e propria catena produttiva. Dai cartelli colombiani, pionieri con Pablo Escobar, a quelli messicani; dai sistemi di trasporto alla storia del narcotraffico, in cui spiccano i nomi di Joaquín Guzmán Loera, detto “El Chapo”, e di Félix Gallardo, “El Padrino”. Senza dimenticare i nomi di chi il sistema ha cercato di combatterlo in una terra in cui il livello di legalità è davvero basso: quello di Kiki Camarena, agente della DEA – la Drug Enforcement Administration – rapito e barbaramente torturato e ucciso. Attraverso il suo lavoro, Roberto Saviano apre quindi una finestra su un mondo che pochi conoscono – o fanno finta di non conoscere – e che estende i suoi tentacoli anche in Italia, esponente di spicco nella grande macchina del narcotraffico. Lo stile di ZeroZeroZero riflette la fame che ha l’autore nei confronti della scrittura e nei confronti della verità e della legalità e, nonostante a volte si dilunghi in descrizioni e informazioni facilmente reperibili, leggendo queste pagine si ha la sensazione di partecipare ad una lunga chiacchierata. E non importa se a volte si ha la sensazione che Gomorra sia un’esperienza inarrivabile e lontana; quel che realmente conta è che Roberto Saviano sia riuscito, nella quotidianità della sua vita sotto scorta, a trovare la sua libertà attraverso quello che è croce e delizia della sua esistenza: la scrittura.



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