Ziq è sulla spiaggia

Ziq è sulla spiaggia

Ziq è sulla spiaggia, tutto il suo mondo adesso è fatto di cielo e mare, mare e cielo. Non ha niente con sé, fatta eccezione per gli ombrelli da pioggia che porta appesi alle braccia, alle spalle, persino alla cintola dei pantaloni. Ziq ha molta fame e l’unico modo per mettere qualcosa sotto i denti è riuscire a vendere qualcuno dei suoi ombrelli, anche se d’estate, sulla spiaggia, nessuno è interessato a ripararsi dalla pioggia. Una signora gli dà una moneta, ma non vuole un ombrello in cambio, cosa che a Ziq spiace perché sarebbe giusto ricevere una cosa in cambio di un’altra. Con l’uomo con la pelle di liquirizia è andata così: Ziq gli ha dato un ombrello, lui un cappello per ripararsi dal sole. Hama, la città siriana da cui viene, ha molte cupole che somigliano un po’ alle costruzioni di sabbia che fanno i bambini sulla spiaggia. Anche lui è un bambino, o poco più. Un giorno incontra un vecchio con gli occhi bianchi che procede sulla spiaggia aiutandosi con un bastone; lo riconosce: era il guardiano delle norie di Hama, prima che le bombe le distruggessero. Anche il vecchio lo riconosce, pur non potendo vederlo, ma si ricorda bene di lui, e di suo padre. Suo padre aveva aggiustato una noria con i suoi ombrelli, ma aveva detto a Ziq di andare, che gli ombrelli non sarebbero durati a lungo e nel frattempo lui doveva pensare a mettersi in salvo…

Aziq sulla spiaggia non ci è mai arrivato, ma gli piace immaginare una storia diversa per ognuno dei suoi ombrelli, quelli che ha dovuto gettare tra le onde perché la barca era troppo piccola per tutti, figurarsi se c’era spazio anche per quegli ombrelli. Aziq immagina di arrivare su una spiaggia italiana, come quelle che ha visto in televisione, e di restarci il tempo necessario per trovare un paio di sandali di gomma dimenticati con cui andare dove vuole. Perché in Italia si può fare ciò che si vuole, le persone si procurano quello di cui hanno bisogno e addirittura fanno le vacanze, cioè smettono di lavorare per molti giorni e trascorrono il tempo sulla spiaggia senza fare nulla. In Italia dal cielo non cadono le bombe perciò non c’è nulla da temere. C’è solo da imparare una nuova lingua e ogni tanto fare i conti con il dolore tremendo dei ricordi. Da questo romanzo breve, la compagnia GoDoT di Ragusa ha tratto uno spettacolo teatrale. L’autrice – scrittrice, poetessa, contafiabe e musicologa – ha vinto numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali per fiabe musicali e corti teatrali. Da qui probabilmente la lingua del romanzo: ritmica, dal bel suono, visionaria ed evocativa.



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