Zitelle

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Negli Stati Uniti il numero di donne single comincia a essere registrato (su un 34%) a fine 1800, per poi scendere drasticamente a un 17% negli anni Sessanta e risalire al 53% nel 2013. Nonostante questo numero sia in crescita, non è esagerato affermare che essere donna single, anche se nella nostra società occidentale è un fatto generalmente accettato, è da sempre considerato un’anomalia, qualcosa che si scosta dall’ordine sociale. Non è un caso che la parola “zitella” sia considerata un insulto, ma curiosamente il suo corrispondente maschile non ha la stessa carica dispregiativa. Ed è per questo che la “singletudine” (che non è sinonimo di solitudine) per una donna può essere vissuta come una sofferenza, qualcosa da evitare a tutti i costi, anche attraverso un matrimonio infelice e non desiderato. Kate Bolick , sulla soglia dei 40 anni, rivive il suo percorso di single e lo propone come un ultimo baluardo in mano alle donne per rivendicare la propria indipendenza dagli uomini e il proprio posto nel mondo. Infatti perché una ragazza viene costruita, fin dall’infanzia, come una persona che deve essere desiderata (dagli uomini) prima di ogni altra cosa? Cosa succede quando le relazioni sentimentali non funzionano, e ci si sente dire che “non importa, hai ancora tot anni”, sottintendendo “per trovare un altro marito e avere figli”? La vita viene percepita da molte donne come un conto alla rovescia, un gioco delle sedie in cui bisogna avere un compagno e mettere su famiglia per essere considerate normali e non aver fallito, indipendentemente da ciò che si è potuto ottenere dal punto di vista personale e professionale…

Kate Bolick parte dalle proprie esperienze di relazioni iniziate e finite e si avvicina ai percorsi personali e professionali di donne che nel corso della sua vita ha considerato come sue ispiratrici. Attraverso le storie delle scrittrici Edna St. Vincent Millay, Maeve Brennan, Edith Wharton, Neith Boyce e Charlotte Perkins Gillman, Bolick crea parallelismi per capire l’indipendenza femminile e il bisogno di autoespressione. Ogni donna deve rivendicare il proprio diritto di essere libera di decidere il proprio destino, e a volte sono necessari punti di riferimento, guide che dimostrano che non si è sole e altre hanno compiuto questo percorso prima di noi. Queste cinque guide spirituali infatti sono riuscite ad emergere nell’arte e nella letteratura anche, forse, grazie al fatto di essere rimaste indipendenti, zitelle appunto. Zitelle, pubblicato inizialmente a puntate sulla rivista “The Atlantic” e diventato virale in pochissimo tempo, non vuole essere uno studio esaustivo sulle donne single, ma semplicemente cerca di descrivere il percorso dell’autrice e quello delle cinque scrittrici che l’hanno virtualmente accompagnata verso una maggiore conoscenza ed espressione dei propri desideri, verso la “costruzione del proprio regno, secondo le proprie leggi”. Consigliato.



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