Zombi, strane storie di santi

Zombi, strane storie di santi

Lucia si cava gli occhi e li offre al pretendente posandoli sopra un piattino d’argento, purché lasci in pace il resto del corpo. Quello stesso corpo che diventa talmente pesante da non poter essere portato via. Accusata di stregoneria, viene arsa viva ma non muore fino a quando non le piantano un pugnale in gola. Anche Cecilia, che ha fatto infuriare il prefetto Almachio, proprio non vuol saperne di morire sotto i colpi della mannaia del boia, tanto da farlo fuggire terrorizzato. Mauro, immerso nel pentolone di acqua bollente, si lamenta che il bagno è troppo freddo mentre Lorenzo, steso sulla griglia, prega gli aguzzini che lo voltino dall’altra parte, poiché quel lato del suo corpo è bello che cotto e pronto da mangiare. Procolo, invece, si aggira con la propria testa mozzata sottobraccio. Cristina Mirabilis adora svolazzare sulle cime degli alberi. A vent’anni, colpita da una crisi epilettica, cade in catalessi, viene creduta morta e sepolta. Durante il funerale si sveglia, esce dalla bara. Non ama la vicinanza delle altre persone, perché fiuta l’orribile odore del loro peccato. Trasloca in una celletta presso il convento benedettino di Santa Caterina fuori da Sint-Truden. Ha comportamenti strani: si getta nel fuoco e lo maneggia, si fa trascinare sott’acqua dalla ruota di un mulino, torna volentieri nella tomba per riposare. E poi c’è il sinodo al cadavere. L’anno del signore è il 897. Tutto il clero romano è riunito nella Cattedrale di San Giovanni in Laterano per celebrare un processo per eresia. Solo che l’imputato è già morto. Papa Formoso, ormai decomposto, viene riesumato, rivestito dei suoi paramenti e seduto sul trono papale e poi processato. Una scena orribile, degna del migliore film horror…

Gesù un fantasma? Non scherziamo. Lazzaro uno zombie (o zombi, per utilizzare la grafia “luciofulciana” utilizzata da Arnaldo casali)? Non esattamente. Ma è certo che le agiografie sono ricche di dettagli splatter che, se visti da una certa prospettiva che chiameremo orrorifica, potrebbero benissimo assomigliare a una sceneggiatura di George A. Romero, quello di La notte dei morti viventi, film horror culto di fine anni Sessanta. I santi, per diventare tali, sono stati prima martiri e spesso le loro vite e le loro morti si sono arricchite di aneddoti bizzarri gonfiati nel corso del tempo dalla tradizione popolare. La chiesa poi le ha in qualche modo certificate, mescolando ancora di più verità a leggenda e oggi siamo qui a contemplare un calendario pieno di santi famosi o meno che in vita e in morte loro ne hanno viste di tutti i colori. Seni tagliati, occhi cavati, teste mozzate, lapidazioni, colpi di freccia, di pugnale, fuoco, acqua, strangolamento e chi più ne ha più ne metta. Il campionario delle morti che vengono narrate nelle vite dei santi somiglia ad un compendio di scene madri dei film dell’orrore. Certo, questioni di punti di vista. Siccome siamo nel Ventunesimo secolo tutto ciò, estrapolato dai testi sacri, da quelli apocrifi e dalle leggende popolari, ci appare così, persino buffo. Magari, all’epoca dei fatti, le cose andavano in altro modo e morire sopra una graticola, cotti al vapore o spellati vivi non era poi così difficile. Dunque, il libretto del giornalista Arnaldo Casali è anch’esso in un certo qual modo bizzarro, ma tutto sommato divertente e anche interessante se, come suggerito nel volume, ci soffermiamo sul confronto tra realtà e aneddoto devozionale, su ciò che la tradizione tramandata è stata in grado di creare con il tempo. Pensiamo ad esempio al fatto che sia stato proprio il cristianesimo a inventare il genere horror, assegnando una connotazione negativa e demoniaca agli spiriti, ai fantasmi e ai morti viventi che, nelle religioni pagane non erano né buoni né cattivi. Una specie di paradosso, dato che la resurrezione della carne, insomma il balzare fuori dalla tomba, è ciò che viene promesso alla fine dei tempi. Nell’attesa che quel momento arrivi, però, guai a chi si sveglia prima del segnale convenuto, di certo posseduto da uno spirito maligno o dal diavolo in persona.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER