Dopo l’annuncio del dovuto posticipo, Taobuk è ora lieto di poter comunicare le nuove date dell’edizione 2020: il decennale del festival ideato e diretto da Antonella Ferrara si terrà dunque a Taormina dall’1 al 5 ottobre 2020, nel pieno rispetto delle norme atte a garantire la totale sicurezza di pubblico e lavoratori.

Sarà un’edizione speciale sotto tutti i punti di vista, non solo per l’importanza dell’anniversario che celebra, ma soprattutto per le modalità nuove che il Festival sta adottando per andare incontro al proprio pubblico. Proprio per questo, l’annuncio vuole essere ora prima di tutto un segnale di speranza, in un momento storico in tal misura segnato dall’incertezza.

Sposando a pieno il tema cui questo importante anniversario è dedicato, l’entusiasmo, Taobuk – kermesse ispirata alla storia culturale di Taormina, meta prediletta di scrittori e artisti, da Tennessee Williams a Truman Capote a Greta Garbo – intende dunque mantenere fede alla promessa, fatta alla comunità affezionata che negli anni si è stretta intorno al Festival, di un’edizione all’altezza della propria tradizione. E proprio in vista di questo traguardo l’organizzazione, le istituzioni e lo staff tutto continuano a lavorare per dare forma a un ritorno che avrà il significato di una festa quanto mai condivisa. Taobuk si prepara dunque ad accogliere come ogni anno scrittori, filosofi, intellettuali e artisti che si ritroveranno per dibattere e confrontarsi su una molteplicità di temi, dando vita a un programma che si sostanzierà di eventi in presenza e in streaming e che culminerà nella consegna dei Taobuk Awards durante la tradizionale serata di gala, il 3 ottobre al Teatro Antico di Taormina.

Entusiasmo che diventa oggi – nell’epoca dell’economia della depressione, come la chiamerebbe Paul Krugman – un manifesto politico, ingrediente fondamentale per un programma che si proponga di salvare il mondo, e non solo di piegarlo ai nostri desideri. Entusiasmo quale antidoto a quella che già si prospetta come una delle più radicali crisi dell’Occidente, che deve farsi ora occasione di un programma che ponga le basi per un nuovo inizio. Consapevole dell’urgenza di questa materia, e nell’attesa di poter presentare quanto prima il programma completo dell’edizione 2020, Taobuk promuove al suo interno assieme al Think Tank VISION una sezione tematica di due giorni, che si svolgerà a Taormina e a Messina il 2 e 3 ottobre, dal titolo L’Europa in un mondo post-pandemico – Idee per un dibattito sul futuro dell’Europa nel ventunesimo secolo: trenta tra intellettuali, politici, giornalisti e storici portatori di una propria visione si ritroveranno a discutere le strategie per costruire una ‘nuova’ Unione, nel tentativo di contribuire al dibattito alimentando uno scambio di idee che ridia forza e consistenza alla prassi politica. Gli interventi si avvarranno del coordinamento scientifico di Francesco Grillo, economista, fondatore e direttore del think-tank Vision, di Bill Emmott, saggista ed ex direttore del quotidiano inglese The Economist, e di Stefania Giannini, vicedirettrice UNESCO Italia. Gli incontri, liberamente ispirati a dieci temi elaborati da Vision, porteranno alla redazione di un Manifesto di Taormina e saranno articolati in sessioni plenarie e in quattro gruppi di lavoro: La politica dell’Europa sulle piattaforme digitali globali; Cluster for multiple integrations: un nuovo approccio alla questione istituzionale; Un sistema di welfare e di assistenza sanitaria per il XXI secolo; Un approccio più pragmatico all'Euro.

La Conferenza sarà seguita da altri due eventi che coinvolgeranno un pubblico più ampio: ERASMUS per tutti e politiche attive per la creazione di un DEMOS europeo; e L'Europa come laboratorio per superare la crisi delle liberaldemocrazie.

Così Antonella Ferrara, ideatrice e direttrice del festival: La letteratura è per definizione narrazione, registrazione e testimonianza del divenire. Ed è esattamente questo il paradigma su cui abbiamo costruito negli anni il percorso e le riflessioni di Taobuk: analizzare i grandi temi universali e la loro ripercussione nel e sul presente.  Durante il lockdown abbiamo visto Taormina deserta, eppure, proprio per questo, trasfigurata in purissimo riflesso di se stessa: imago iconica di quella bellezza e di quel magnetismo di cui si nutre la sua leggenda. Così l’hanno fotografata, in quei giorni, gli obbiettivi di professionisti e amatori: immagini che hanno fatto il giro del mondo, testimonianza emblematica, muta ed eloquentissima, del tempo dilatato e sospeso in cui era sprofondata l'umanità per la pandemia planetaria.

Ma è bastato il razionale, prudente allentamento delle restrizioni per far tornare viva la città da un milione l’anno di visitatori, meta prediletta di scrittori, pittori, musicisti. Quando dieci anni fa è nato Taobuk, è stato proprio partendo dalla consapevolezza che qui il sincretismo delle arti avesse cittadinanza come e più che altrove. Che l'apertura, la tolleranza, il dialogo di civiltà, avesse fatto nei secoli di Taormina un'enclave precorritrice del concetto stesso di globalità. Ci crediamo ancora. Ci crediamo sempre. Ma è una sfida che vogliamo affrontare con strumenti e processi nuovi, cogliendo il cambiamento e i segnali che il Covid ci ha costretto a vedere e capire. Anche di questo dialogheremo nell'edizione del decennale, slittato in autunno, elaborando un programma necessariamente rimodulato nelle modalità - per cui gli eventi in presenza si affiancheranno a quelli in streaming - e innanzitutto nei contenuti. Ed è con gioia che partecipiamo a questa ripartenza, consapevoli di prospettive e incognite. Ascolteremo perciò dalla viva voce di scrittori e intellettuali il racconto e la diagnosi di un mutamento epocale. Parleremo in particolare di Europa, una realtà - e prima ancora un concetto, un'idea - che richiede anch'essa, tanto più nel mutato contesto, di essere riconfigurata per ritrovare la propria ragion d'essere. Indagheremo più in generale la capacità di confrontarci su parametri totalmente nuovi ma già cogenti e imperativi. Tema portante di Taobuk 2020 rimane quello annunciato a suo tempo: la forza dell'entusiasmo, quella spinta quasi divina che porta l'uomo alle imprese più audaci. Ci pare più rispondente che mai alla mutazione cui siamo tutti chiamati. Ed è dall'entusiasmo che siamo pronti a ricominciare.