Il Gabinetto Vieusseux prosegue il suo cammino verso i 200 anni con la seconda edizione di Scrittori raccontano scrittori, un programma di rilettura dei classici del Novecento a cura di Alba Donati e Gloria Manghetti. Il progetto ha il Patrocinio del Comune di Firenze e del Centro per il Libro e la Lettura del Mibact, ed è stato sostenuto e condiviso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Scrittori raccontano Scrittori rientra nel percorso di avvicinamento ai 200 anni nel Gabinetto Vieusseux. Iniziato nel 2017, e quest'anno alla sua seconda edizione, il ciclo prevede che ogni anno dieci scrittori/scrittrici siano invitati a scegliere un Autore del novecento da raccontare ai ragazzi non prima, però, di aver consultato i preziosi documenti conservati nell’Archivio Contemporaneo del Vieusseux alla ricerca di qualcosa di nuovo. Gli scrittori e le scrittrici hanno scelto un autore compagno\a, maestro\a, di cui raccontare la storia, la figura intellettuale, il percorso, la vita, i libri partendo dalla consultazione delle carte conservate in sede.

“Abbiamo chiesto agli scrittori di oggi - dice la presidente Alba Donati - una rilettura degli scrittori di ieri fatta a partire da qualcosa di nuovo trovato nei loro appunti, negli scarabocchi, in una variante scritta a margine, in un disegno sul quaderno di appunti. Un gesto importante che offre la possibilità ai più giovani di venire a conoscenza di quel deposito di ricchezze che è un fondo archivistico”.

L’archivio Bonsanti ha più di 150 fondi, “un suggestivo percorso – dice la direttrice Gloria Manghetti – tra autografi, dipinti, libri, oggetti, fotografie, e cimeli vari che ben si prestano a un viaggio della o nella memoria”. L’obiettivo è portare gli studenti del liceo ad ascoltare 10 lezioni eccellenti, fatte dai migliori scrittori di oggi su 10 scrittori di ieri. Sensibilizzare quindi le giovani generazioni a conoscere da vicino e da dentro la letteratura, e recuperare l’amore per la cultura umanistica.

Dopo Mauro Covacich e Antonio Moresco, il ciclo prosegue sabato 17 febbraio con Federica Manzon su Umberto Saba.

Guardando a Saba come a un esponente emblematico della cultura triestina di quel momento magico che fu l’inizio Novecento, Manzon rifletterà sul potere che i luoghi hanno nelle nostre vite. Trieste è infatti una città poco indulgente, città di frontiera che fugge l’identità e ha il suo tratto distintivo nella commistione e nell’indeterminatezza. E proprio il bisogno di fuggire da una città che gli era intimamente vitale e la conseguente peregrinazione continua sono per Manzon solo alcune delle molte contraddizioni che rendono Saba una figura di artista iper contemporaneo. In una lettura narrativa e biografica dell’opera del poeta, passando attraverso l’esoterismo, la psicanalisi e i simbolisti russi, la scrittrice cercherà di dare corpo a quell’inafferrabile aria dell’est che significa ancora così tanto per la letteratura.

I prossimi incontri: Giorgio Vasta su Giuseppe Fenoglio (24/02), Maria Pia Veladiano su Eugenio Montale (3/03), Michele Mari su Carlo Emilio Gadda (10/03), Alessandro Zaccuri su Carlo Betocchi (17/03), Francesca Manfredi su Dino Buzzati (24/03), Valeria Parrella su Anna Maria Ortese (07/04), Alessandra Sarchi su Paolo Volponi (14/04).