Celebri o celebrati? Classico o mainstream?

Strane Coppie, fortunata manifestazione ideata da Antonella Cilento e realizzata da Lalineascritta Laboratori di Scrittura (25 anni di attività www.lalineascritta.it ) sbarca a Milano per la terza volta dopo dieci anni di vita con un tema di grande attualità: la letteratura e le arti sono diventate, in modo più esplicito che nei secoli passati, prodotto di mercato, ma chi conquista lettori e spettatori e dura nel tempo?

Sono incompatibili bellezza e grande pubblico?

In questa edizione “gold”, realizzata grazie a Banco Bpm negli spazi della nuovissima sede di via Massaua 6, in collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma, in occasione dei 90 anni della sua fondazione, la strana coppia di cui si narrerà giovedì 12 aprile h 18 ha per protagonisti Charles Dickens e Stephen King, due autori che hanno avuto ed hanno la fortuna di essere classici in vita, ovvero di rispondere affermativamente alla nostra domanda due volte: sono scrittori classici e mainstream.

Della vita di Charles Dickens sappiamo molto, anzi moltissimo: dall’infanzia povera, che si trasforma in una florida età adulta, ai successi commerciali dei suoi romanzi, da alcuni insuccessi alla sua straordinaria abilità di conferenziere che varca gli oceani e lo rende famoso anche negli Stati Uniti, la sua biografia è spesso saccheggiata da critici, scrittori e registi cinematografici.

Insomma, Dickens è da subito il classico caso editoriale, che finisce col mettere d’accordo pubblico e critica, che si trasforma anche in occasione di impegno civile grazie alle sue continue battaglie contro lo stato di indigenza di vasti strati della popolazione inglese e dei bambini in particolare.

 

Una fortuna ininterrotta nel tempo, che lo ha reso lo scrittore di lingua inglese più celebre dopo Sheakespeare e che, nonostante David Lean gli abbia dedicato due capolavori della storia del cinema, continua ad essere riadattato, riscritto, reimmaginato. Anche di Stephen King sappiamo molto, grazie ai racconti che egli stesso ha fatto della sua vita e del suo rapporto con la scrittura (ad esempio in On writing): è scrittore vivente eppure circondato da leggenda; ogni suo titolo scala le classifiche mondiali, ha fan ovunque e un intensissimo rapporto con il cinema che lo ha tradotto in moltissimi film, alcuni di straordinaria qualità come Shining, firmato da Stanley Kubrick. La critica lo considera un narratore popolare, egli stesso dichiara di curare poco lo stile e molto l’intreccio ma è in realtà molto attento a costruire macchine che agganciano inesorabilmente il lettore e lo fanno sicuro erede di una forma della letteratura americana che è da sempre popolare ma anche classica, basti pensare a Jack London e a Mark Twain.

Rende, insomma, mainstream un genere che ha le sue ascendenze di Edgar Allan Poe e che nella sua scrittura sfonda la categoria del fantastico e dello spaventoso per costituire a tutti gli effetti l’horror come genere letterario a se stante. Piaccia o meno, come accade per la narrazione popolare di Dumas, Stephen King è anche un classico. Autori di un numero sterminato di romanzi, racconti, saggi, di drammaturgie per il teatro l’uno e di sceneggiature cinematografiche l’altro, dunque caratterizzati anche da una prolificità creativa ininterrotta, hanno in comune anche spesso l’autoproduzione: sono editori di se stessi in tempi di crisi editoriale.

Bisognava quindi scegliere due titoli che li rappresentassero per Strane Coppie e la scelta è caduta su Grandi speranze e Stand by me (Il corpo), due romanzi che hanno in comune molti aspetti: protagonisti adolescenti, o bambini sulla soglia dell’adolescenza, infidi boschi o pericolose brughiere, cadaveri e galeotti ma, soprattutto, un tema caro a Dickens come a King, la formazione, il passaggio, l’iniziazione all’età adulta. In entrambi i romanzi l’iniziazione prende le mosse dall’incontro con la morte e con il rischio, in entrambi i romanzi le peripezie hanno lo stesso spazio potente che la memoria adulta restituisce alla giovinezza e ai gradini che si sono dovuti faticosamente percorrere. Uno dei più straordinari romanzi di Charles Dickens, impreziosito da uno degli “attacchi” più famosi di sempre (un primo capitolo di rara perfezione narrativa in termini di ironia, felicità espressiva e rapidità d’azione) e il meno esplicitamente horror dei romanzi di Stephen King, eppure non meno potente e inquietante di titoli più celebri, si daranno “battaglia” in quest’incontro, che ricongiunge anche le due tradizioni di lingua inglese, la madre patria con le colonie, in un dialogo ininterrotto e peculiare che ci regala da secoli alcuni dei più bei libri che abbiamo mai letto.

A raccontarne a Milano, nella sede di Banco BPM, sita in via Massaua 6, giovedì 12 aprile 2018, h 18, intervistati da Antonella Cilento, ideatrice e conduttrice del progetto, saranno Federica Manzon e Antonio Scurati, accompagnati dalle letture di Cristian Giammarini, con il contributo cinematografico di Valerio Caprara, immagini e video a cura di Marco Alfano.