Flannery O'Connor

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Flannery O'Connor

"A parer mio quasi tutti sanno cos'è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una".

Per capire l'opera di Flannery O'Connor è necessario conoscere tre fatti principali della sua esistenza: era cattolica in una nazione per la maggior parte protestante, visse una vita breve, segnata dalla malattia, nacque e crebbe nel sud degli Stati Uniti. Questi aspetti influenzarono enormemente la sua scrittura, che viene molto spesso paragonata a quella di altri autori rappresentativi del Sud : William Faulkner, Carson McCullers e Eudora Welty. Autrice di alcune delle opere più strane e inclassificabili della letteratura universale, Flannery O'Connor è l'unica figlia di una famiglia benestante di origine irlandese, stabilitasi in Georgia. Nata a Savannah il 25 marzo del 1925, trascorre la maggior parte della sua breve esistenza a Milledgeville, dove i genitori avevano una casa e una fattoria. Dopo aver studiato scienze sociali presso il  “Georgia State College for Women”, ottiene una borsa di studio per seguire gli studi presso la Università dell'Iowa, dove studia creazione letteraria. Pubblica i primi racconti nel 1947 però il riconoscimento della critica e del pubblico arriva solo nel 1952, con la pubblicazione de La saggezza nel sangue, romanzo scandaloso, che scatenerà numerose proteste da parte della società statunitense più puritana e conservatrice. Basti pensare che nel 1978, quando il regista John Huston volle trarre un film ispirato al romanzo ebbe non pochi problemi di finanziamento, a causa  della stranezza dell'argomento (la ribellione di un giovane fanatico religioso contro Cristo).  Finalmente il film venne girato in soli 48 giorni e passò nelle sale senza infamia né gloria. Ciononostante, John Huston nella sua autobiografia scrisse che niente l'avrebbe reso più felice che vedere il film raggiungere fama popolare e benefici, perché “questo dimostrerebbe qualcosa. Non sono sicuro di che cosa... ma qualcosa”. Un anno prima della pubblicazione del libro la O'Connor contrae una grave malattia del sangue che intaccando le ossa e le gambe la costringe a camminare con  le stampelle per il resto della sua vita. Ritornata nella fattoria di Milledgeville, la scrittrice si divide tra la scrittura di racconti - il genere nel quale arriverà ad essere indiscussa maestra - e l'allevamento di pavoni (ne aveva circa un centinaio). La prima collezione di racconti venne pubblicata nel 1955, e nel 1960 pubblica un nuovo romanzo intitolato Il cielo è dei violenti, che ha come protagonista un falso Messia alla ricerca della Grazia, circondato da personaggi che vanno dalla comicità alla pura stravaganza.  Flannery O'Connor muore il 3 agosto del 1964, all'età di trentanove anni, consumata dalla malattia incurabile con la quale aveva convissuto gran parte della sua vita. La letteratura di Flannery O'Connor trova le sue radici nella letteratura grottesca nordamericana del secolo XIX: una letteratura che veniva dalla frontiera, piena di personaggi rocamboleschi, tanto comici quanto terribili. Il fanatismo religioso, i conflitti razziali, la violenza del sud degli Stati Uniti, sono tutti temi ricorrenti nella sua produzione letteraria, visti attraverso la sua particolare sensibilità, attraversata dal suo severo cattolicesimo, come lo definì Harold Bloom. Un cattolicesimo il suo che non cadde mai nel fanatismo e nella bigotteria, essendo Flannery sempre fedele alla convinzione che  “sia pericoloso parlare di scrittori cattolici come se la religione offuscasse o contrastasse la loro personalità”. I suo racconti hanno il potere supremo di agitare le nostre coscienze, di svegliare il “lettore stanco” e di scuoterlo dal suo torpore, tanto che è perfettamente normale uscirne turbati. Oltre ai racconti e ai romanzi, Flannery O'Connor sviluppò  profonde riflessioni teoriche sulla scrittura e il racconto come genere letterario. I suoi saggi sul mestiere di scrivere sono divenuti oggetto di culto per generazioni di scrittori, ma molto probabilmente il modo migliore per avvicinarsi a questa fantastica autrice, ancora troppo poco conosciuta da noi, è immergersi nei suoi meravigliosi e terribili racconti. Non ce ne pentiremo.