So benissimo quanto ho peccato
Difficile, praticamente impossibile disgiungere le sue scelte fondamentali, il lavoro letterario dalla sua vita. Ultimo grande scrittore e poeta maledetto dell’Occidente, Charles Bukowski – nato in Germania ad Andermach nel 1920 da padre statunitense di origini polacche e madre tedesca e deceduto a San Pedro in California nel 1994 – va letto per l’obbedienza radicale con la quale è andato progressivamente identificandosi con la propria opera. La restituzione poetica della sua vita – presente in tutti i suoi libri – rappresenta un inno alla solitudine e allo scetticismo che si dibatte tra la condanna senza appello della classe politica, il rigetto di ogni forma di convenzione sociali e il disprezzo verso gli intellettuali. So benissimo quanto ho peccato – l’ultimo dei suoi libri uscito in Italia da Guanda con testo a fronte - raccoglie poesie tratte dai volumi Tra via del terrore e vicolo agonia (1965-1968) e Brucio nell’acqua e annego tra le fiamme (1972-1973). Un testo in cui Charles Bukowski si presenta nella sua totale nudità di uomo e di poeta, mediante componimenti che mescolano l’immediatezza della vena prosastica con un iperrealismo crudo e ironico nello stesso tempo . Riuscendo a strappare un sorriso là dove la più parte dei lettori non avrebbe saputo che trovare ripugnanza e orrore.
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