Avorio
Tra i ricordi più agghiaccianti e indelebili della sua lunga carriera, l'agente speciale Carnielli serba un posto d'onore al misterioso caso del Borgo, quando tutti gli abitanti di una piccola cittadina isolata furono trovati massacrati: tutti tranne uno, che si era suicidato. Rinvenuto un diario sul luogo dell'eccidio, Carnielli aveva potuto ripercorrere gli ultimi giorni di Andrea Forti, che giunto al Borgo in cerca del suo amico Frederick, scomparso durante la sua ricerca filosofica alle radici del Male, si era giorno dopo giorno convinto che gli abitanti della cittadina fossero tutti membri di una setta dedita a oscuri rituali... Una madre preoccupata per lo strano comportamento del figlio adolescente, distratto e aggressivo e apparentemente attivo solo nelle ore notturne, si vede presentare a casa Carnielli e Mori, due agenti di una squadra speciale anti-vampiri della Polizia che sono alle costole del ragazzo, che ha lasciato in cameretta sua dei vestiti inspiegabilmente (per la madre) macchiati di sangue... Due loschi individui vengono braccati, sventrati a colpi di accetta e dissanguati da un vampiro: l'agente Carnielli deve svelare il mistero che ha portato l'essere a utilizzare questo metodo inconsueto per nutrirsi, invece di usare le sue zanne affilate...
Tre racconti distinti - ma con più punti in comune che differenze, tanto da sembrare un unico romanzo breve - per il giovane scrittore veneziano Matteo Gambaro, ormai divenuto una figura di riferimento per l'ambiente dell'underground fantastico italiano (ove il termine 'fantastico' va inteso in senso lato, latissimo). Innanzitutto la presenza del disincantato, sbrigativo poliziotto Carnielli, vero 'impiegato dell'orrore', che mentre va a caccia di esseri soprannaturali ci sembra costantemente reduce da una timbrata di cartellino e un cappuccino e cornetto al bar. E poi, se non proprio il vampirismo (presente solo in due dei tre racconti) almeno la presenza opprimente, morbosa del sangue, che sembra inzuppare le pagine di questo fascinoso libricino, ennesima dimostrazione della vitalità dell'horror italiano, quasi tutto 'sotterraneo' a causa della miopia dei grandi gruppi editoriali, che lo snobbano con protervia inaccettabile (e soprattutto commercialmente inspiegabile). Un'opera forse acerba, ma sfrigolante d'elettricità.

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