La banda degli invisibili
Ricordate Tognazzi, Del Prete, Moschin e Noiret in “Amici miei”? Avventure tragicomiche di un gruppo di uomini (anche in quel caso quattro, per pura coincidenza) che per trascorrere le loro misere esistenze inscenavano scherzi grandiosi sulla pelle di poveri innocenti. Ecco, in quel caso si rideva, c’era estro e fantasia e una scrittura capace di sostenere l’intero prodotto. In questo libro invece c’è solo noia: quattro vecchi rompiballe si divertono rendendo la vita impossibile ai comuni mortali con pedanterie e discorsi senza alcun senso. Dialoghi ‘mosci’, storie al limite del sonno e una trama non originalissima e poco coinvolgente. Rapire Berlusconi? Perché no! Chi non lo farebbe? Forse l’intento dell’autore era quello di porre l’attenzione su alcuni gravi problemi legati al mondo della terza età; le pensioni inadeguate che condizionano la vita rendendola inumana, la solitudine degli anziani abbandonati dalle proprie famiglie soprattutto in estate, il tutto affrontato in chiave comica o grottesca, nella migliore tradizione della commedia all’italiana. Ma ciò che resta sono solo chiacchiere da bar rivestite da una copertina in colori caldi e pubblicate da una grandiosa casa editrice.
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