


Palazzo Vecchio, simbolo di Firenze riconosciuto in tutto il mondo nonché sede del comune, ospita, nel suo museo, un affresco tanto affascinante quanto insolito: La cacciata del duca di Atene, attribuito ad Andrea Orcagna e dipinto nel carcere fiorentino delle Stinche. Quando il carcere fu demolito nel XIX, l’affresco fu salvato nella sua interezza, suscitando così l’interesse di studiosi e ricercatori. Come mai tanta curiosità nei confronti di un affresco tra i tanti? Perché è un dipinto soltanto all’apparenza come gli altri ed innegabile è il collegamento tra l’opera dell’Orcagna e il territorio fiorentino, con i suoi personaggi, o per essere più corretti con il suo personaggio storico per eccellenza: Dante Alighieri. Nell’affresco sono infatti contenuti dettagli non irrilevanti che lo conducono ai Templari fiorentini, ai Fedeli d’amore, di cui anche Dante avrebbe fatto parte. Una setta o confraternita che dir si voglia che vedeva il suo nucleo nei poeti stilnovisti ben protetti dai cavalieri del Tempio, almeno fin tanto che essi non furono annientati, a partire dal 1307, per volontà del re Filippo il Bello che era loro nemico, la loro presenza cominciava ad essere fin troppo fastidiosa e di ostacolo. A quel punto, per sfuggire all’Inquisizione, era necessario consegnare il segreto della tradizione templare e ne La cacciata del duca di Atene certi simboli a tal proposito parlerebbero chiaro…
Iconologia e simbolismo sono da anni i punti di forza dell’architetto e scrittore Renzo Manetti che non è nuovo a pubblicazioni su temi similari: suo, infatti, è Icone templari del 2005. Ma Manetti si è dedicato molto anche alla stesura di saggi riguardanti Leonardo da Vinci e la Gioconda, tra cui, nel 2008,
Monna Lisa: il volto nascosto di Leonardo. Chi è appassionato di simbolismo, iconologia, templari e storia è in qualche modo obbligato ad andare oltre le apparenze e provare ad andare sempre più a fondo nelle proprie idee affinché possano essere dimostrabili. In
Cavalieri del Mistero lo fa con stile saggistico sobrio e accessibile a tutti, senza alcuna saccente pretesa, ma anzi mettendo a disposizione le proprie riflessioni, anche a chi con la materia non ha dimestichezza e si affaccia alla questione per pura curiosità. Leggere
Cavalieri del Mistero può essere anche un modo per scoprire qualcosa in più sulla Toscana, un qualcosa difficilmente reperibile su manuali geografici, turistici o storici standard.