La mano tagliata

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due
La mano tagliata

Sembra una tranquilla battuta di caccia fra le paludi delle Highlands, ma si sa che quando c’è di mezzo la famiglia Pendergast di tranquillo non c’è nulla. E infatti la gita si trasforma ben presto in un doppio agguato. Il cognato Judson spara in pieno petto a Pendergast, e mentre lo guarda morire, gli rivela che l’amata Helen non è morta. Quando la notizia raggiunge New York, sembra ormai tutto compiuto, ma il corpo non è stato ritrovato, e nessuno, tranne il fedele cameriere Procton,  è disposto ad accettare che Pendergast possa essere morto. Mentre D’Agosta è volato in Scozia, in America un giovane giornalista indaga sul duplice omicidio di una coppia coinvolta in passato in un misterioso progetto scientifico a cui stava lavorando anche Helen, che ritorna prepotente protagonista, con i misteri e i segreti del suo passato. Ma sarà vero che Helen è viva? E se sì, per quale ragione si finge morta?...
Comincia così una girandola di vendette e cacce all’uomo che definire al cardiopalma è riduttivo,  in cui buoni e cattivi si scambiano continuamente i ruoli. Mai come in questo romanzo si accavallano le rivelazioni, a volte devastanti, le verità che la premiata ditta Preston & Child ci mette sotto gli occhi sono sempre verosimili e accettabili, tanto quanto le smentite che arrivano subito dopo. L’agente speciale dell’FBI Aloysius Pendergast è apparso per la prima volta in Relic, nel 1995, e da allora non smette di stupirci: circondato da un alone di mistero ai confini con la magia, sembra essere sempre un passo avanti. Ricorda da vicino Sherlock Holmes per la capacità deduttiva, e ha la particolarità di avere una morale del tutto personale. Per raggiungere verità e giustizia non si fa scrupolo di mentire e utilizzare la legge a sua discrezione. O lo si ama o lo si odia, non è uomo da mezze misure, come dimostra una volta di più in questa avventura. Rispetto ai precedenti romanzi della coppia, gli appassionati resteranno un pochino delusi, forse troppe le azioni e situazioni che si accavallano, personaggi e alias richiedono una concentrazione che onestamente non hai voglia di metterci nel leggere un romanzo che dovrebbe essere di evasione. Chi invece decidesse di conoscere Preston & Child con questo libro, si troverebbe a non capirci nulla, per i troppi rimandi alla ormai lunga storia di Pendergast e soci. Quando lo chiudi ti accorgi di aver letto il secondo libro di una trilogia, ma Rizzoli non lo indica da nessuna parte. Pur avendolo apprezzato, e amando il personaggio che comunque resta in bilico fra un essere umano e un supereroe, ho avuto la sensazione che stavolta gli autori abbiano esagerato, come se avessero avuto troppe idee e non riuscendo a scegliere le avessero lasciate tutte insieme. In attesa del prossimo, per sapere come andrà a finire.