Tre volte all'alba
Chi ha letto Mr Gwyn ricorderà che lì a un certo punto viene citato un romanzo breve, diviso in tre parti, scritto da un anglo-indiano – tale Akash Narayan – e intitolato Tre volte all'alba: dentro a quelle pagine Jasper Gwyn aveva nascosto qualcosa di fondamentale, l'opera che “qualsiasi pittore prima o poi prova a fare”. Era un romanzo d'invenzione che non si poteva leggere: Baricco lo evocava soltanto, senza trascriverne nemmeno una parola (tranne la dedica “a Caterina de' Medici e al maestro di Camden Town”) e al lettore non restava che immaginare. Ora, invece, solo pochi mesi dopo l'uscita di Mr Gwyn, Tre volte all'alba è diventato realtà: è un volumetto di meno di cento pagine che può essere considerato sia come il sequel di Mr Gwyn (e nella parte “Uno” s'impareranno nuove cose su Jasper), sia come un testo indipendente, pulsante di vita propria. È un trittico di carta e inchiostro nel quale, sullo sfondo di una hall di un albergo, s'incontrano per tre volte due personaggi – Mary Jo Pearson e Malcolm Webster, ma “ogni volta è l'unica, e la prima, e l'ultima”, come scrive l'autore stesso nella premessa. Nel primo racconto entrambi hanno circa quarant'anni, nel secondo lei è un'adolescente e lui ha oltrepassato i sessanta, nel terzo Malcolm ha tredici anni e Mary Jo cinquantasei. È il caso a volere che s'imbattano l'uno nell'altra e non sono amanti – o almeno non lo sono nel senso più comune del termine, ma il loro trovarsi è sempre fatale: tanto da cambiare la vita dell'uno o dell'altra, o forse di entrambi. Nonostante tutto questo possa apparire come un complicato incastro di scatole cinesi, Tre volte all'alba si legge senza fatica e con gusto: dialoghi veloci e immediati costituiscono la maggior parte del libro e i dettagli sulla vita dei personaggi si rivelano a poco a poco, quasi come in un gioco, una specie di puzzle in cui, tassello dopo tassello, si arriva a un'immagine finale. Non è detto però che l'immagine sia quella definitiva, potrebbe anche darsi che in futuro Baricco aggiunga nuovi pezzetti di storie per scombinare le impressioni dei lettori e formarne di nuove. Staremo a vedere...
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