Un giovane americano
Dopo l'edizione Einaudi del 1990 e quella Baldini e Castoldi del 2000, torna in libreria il primo dei volumi autobiografici (sebbene non privi di passaggi di pura fiction) di Edmund White, datato 1982 e acclamato all'uscita dalla critica anglosassone come un capolavoro. Definizione invero nient'affatto azzardata, raffinato com'è questo racconto che da personale si fa universale grazie allo stile scintillante di White, che raccontandoci la storia di lui adolescente ci racconta la storia di tutti gli adolescenti. Certo, non tutti i teenager si trovano a gestire un'ingombrante omosessualità negli Usa del dopoguerra nell'ambito di una famiglia già sui generis e che ben presto va in pezzi, ma è davvero così importante di quale identità si va in cerca, quando si cerca angosciosamente un'identità? È davvero così importante da cosa nascono i sensi di colpa che ti mordono dentro, quando ti senti colpevole a prescindere, senza sapere perché? È davvero così decisivo avere un padre e una madre così inconsueti, se tanto per affrancarsi da loro e diventare adulti è necessario ucciderli simbolicamente comunque? E cosa dire del viaggio dalla provincia alla grande città, dell'emancipazione, dei primi passi come artista? Temi eterni, che non hanno genere sessuale, ma che - se affrontati con questo talento e questa sensibilità - attengono alla grande letteratura tout court. Il giovane, fragile americano Edmund oscilla tra imbarazzo e autocompiacimento, il narratore maturo White tra negazione e descrizione esplicita: è un romanzo di iniziazione più che di formazione, certo, ma in queste pagine troviamo romanticismo struggente più che brutale carnalità, sesso più fantasticato che praticato, come del resto succede – purtroppo - a ogni adolescente, omo o etero che sia.
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

