Liberami dal tempo
Squarci lirici si alternano a sofferte riflessioni di bruciante densità umana. La materia poetica, che si diffonde tra soprassalti emotivi e seduzioni di carattere introspettivo, costituisce l’offerta di un animo addolorato che s’interroga sulle ragioni di una sensibilità lacerata e sui modi di una vocazione artistica. Di una visione dell’arte come forma di ribellione e di disimpegno, che ha trovato malaugurata sublimazione nel suicidio. Le liriche, trascelte dalla curatela di Claudia Ciardi e qui raccolte, sono state estrapolate dall’unica opera in versi concepita dall’illustre filosofo e saggista tedesco. Esse assumono il valore di una rievocazione segnata da un senso di profonda amarezza, che proietta nella figura di “Fritz” Heinle le inquietudini esistenziali e la struggente desolazione di una generazione impotente nell’imminenza della Prima guerra mondiale. Ne viene fuori un agile volumetto di poche ma preziosissime pagine che, sebbene estraneo all’orizzonte culturale medio, siamo certi incontrerà lettori devoti tra coloro che nutrono curiosità per la vicenda tenera e insieme maledetta di Heinle e passione per la voce autorevole di Walter Benjamin.
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