Liberami dal tempo

Liberami dal tempo
Venticinque sonetti composti tra il 1915 e il 1925 nel ricordo del poeta Christoph Friedrich Heinle, nato nel 1894 a Meyen in der Eifel, presso Koblenz, e morto suicida a Berlino nel 1914 insieme con la fidanzata Rika Seligson. Legato da sodalizio amichevole e convinto estimatore dell’opera già in vita, Walter Benjamin ora ne piange la prematura e tragica scomparsa: “e tutto è successo com’era tuo desiderio/ non mi cerchi tu e io non voglio piangerti/ davanti alla tua luce si è dissolta la mia luce”. E decide di rendere omaggio alla sua vicenda umana e artistica, non già sul terreno a lui più congeniale del contributo critico, ma calandosi in quello, per lui inedito, della composizione poetica: “L’arpa pende nel vento lei non può impedire/ che il soffio della tua fine suoni le corde/ che nei cuori grandi fuochi alza/ e nell’alto dei mari le onde muove al riso”. L’intensità del suo sguardo e l’autorevolezza della testimonianza allargano lo squarcio sulla notorietà di un autore che resta a tutt’oggi scarsa: “Se avessi divinato il tempo del tuo morire al mondo/ la natura avanti a te nella fine sarebbe precipitata,/ con inesauribile misura volgerebbe/ l’esserci all’infinito oblio”…
Squarci lirici si alternano a sofferte riflessioni di bruciante densità umana. La materia poetica, che si diffonde tra soprassalti emotivi e seduzioni di carattere introspettivo, costituisce l’offerta di un animo addolorato che s’interroga sulle ragioni di una sensibilità lacerata e sui modi di una vocazione artistica. Di una visione dell’arte come forma di ribellione e di disimpegno, che ha trovato malaugurata sublimazione nel suicidio. Le liriche, trascelte dalla curatela di Claudia Ciardi e qui raccolte, sono state estrapolate dall’unica opera in versi concepita dall’illustre filosofo e saggista tedesco. Esse assumono il valore di una rievocazione segnata da un senso di profonda amarezza, che proietta nella figura di “Fritz” Heinle le inquietudini esistenziali e la struggente desolazione di una generazione impotente nell’imminenza della Prima guerra mondiale. Ne viene fuori un agile volumetto di poche ma preziosissime pagine che, sebbene estraneo all’orizzonte culturale medio, siamo certi incontrerà lettori devoti tra coloro che nutrono curiosità per la vicenda tenera e insieme maledetta di Heinle e passione per la voce autorevole di Walter Benjamin. 

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