Fuoritempo

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Fuoritempo

Hunter Preda è un batterista jazz, Mark il suo vecchio amico, Steph sua figlia e Nan la donna che con la sua morte ha puntato un riflettore sugli errori dei due uomini. Uniti dal comune dolore e da un senso di responsabilità verso l’adolescente Steph, decidono di abbandonare la Grande Mela e partire per l’Italia, per la Versilia e da lì allontanare lo spettro della disperazione e della morte. Nel breve arco di una vacanza, mescolando ricordi e sentimenti irrisolti, confrontandosi con il passato e le paure per un futuro che fatica ad essere immaginato, si imbatteranno in inaspettate risoluzioni, nuovi punti di vista ed emozioni difficili da ammettere anche a se stessi. A complicare il tutto una voce, forse quella di Nan, che con la sua assenza riesce ancora a condizionare le loro vite, o forse è la coscienza, il senso di colpa, la razionalità magicamente risvegliate in Hunter. Sì proprio lui, l’uomo che nel nome già contiene il suo destino, ossessionato dalla musica, batterista ubriacato dal ritmo delle cose, dovrà più degli altri imparare a vivere, a lasciar andare e ricominciare...

Due amici hanno amato la stessa donna in un passato che sembra non essere trascorso, uno dei due l’ha sposata e la sua vita ha preso una direzione diversa. I due si sono allontanati, ma tenuti amorevolmente d’occhio. Poi una tragica notizia che scuote il normale tran-tran delle giornate riportando nel presente dolore e cose da risolvere. Il tutto ambientato una New York in cui i fantasmi dell’undici settembre sembrano ancora aleggiare. Fuoritempo è un libro che propone una ricetta semplice, da gustare comodi, sotto l’ombrellone, su una panchina al fresco o prima di addormentarsi. È un libro scritto con uno stile fresco e asciutto, invitante. Una storia che rientra nella plausibilità che può essere ascoltata dal racconto di un amico, che può accadere a chiunque. Una storia semplice e vera da fare propria e portare con sé.