Ti amo ma posso spiegarti
È lui il protagonista di Ti amo ma posso spiegarti, raccolta di versi poetici anarchici, pregni dell’estetica del loser e decisamente spassosi. L’autore, la cui performatività è parte integrante della produzione scrittoria, anticipa nel “preambolo”: “Una volta, quando mi dicevano che sta roba non è poesia rispondevo che anche Montale andava un sacco a capo. Non funzionava. Poi mi son convinto che non è poesia. Più che altro mi ha convinto il mio commercialista. Qui dentro ci sono 47 cose andate molto a capo. Con tutta probabilità è poesia. Secondo me spacca”. Il tema è – inevitabilmente – l’amore: Catalano lo reinventa a modo suo, con echi di Bukowski e Paolo Rossi e un piglio naif, dispensando divertenti sgrammaticature, neologismi e licenze poetiche: “son felice di non essere nato donna / non avrei potuto sopportare / di non essere la donna più bella del mondo / e con i geni che mi son toccati in sorte / difficile pensare che lo essèvo”. Ma Ti amo ma posso spiegarti non è solo humour. Se lo si può evincere da “L’uomo che oltrepassò l’orizzonte degli eventi mentre andava dalla sua fidanzata in bicicletta”, e già alcune pagine prima ci si imbatte in un momento sublime, che richiama le strisce di Bill Watterson: “la mia solitudine / è una tigre ammaestrata / siamo amici fin da piccini / ci vogliamo bene / giochiamo come bambini / può staccarmi la testa con un morso / in qualsiasi momento”. Brillante e surrealista, calzante nelle belle edizioni Miraggi, con la sovraccoperta da imballaggio e gli inserti in negativo, Ti amo ma posso spiegarti è un libro per tutti, il regalo che solo un musone inveterato può non apprezzare. Torinese, classe ’71, alla sua quarta fatica, Catalano conosce la chiave per strappare il sorriso: basta iniziare a sfogliarlo o, meglio, vederlo dal vivo per verificare. Che la sua sia poesia o no è, al momento, irrilevante.
acquista:

Enrica Bonaccorti vi consiglia: 

