Brooklyn dreams - Sogni a Brooklyn

Versione adatta alla stampaSend to friendPDF version Share this
due
Brooklyn dreams - Sogni a Brooklyn
Vincent Carl Santini ha sedici anni e vive a Pilgrim Court, un bell'edificio di Brooklyn. La composizione della sua famiglia rispecchia in pieno l'animo cosmopolita di New York. La madre Ester è una donna ebrea ansiosa a livelli stellari, che soffre nei momenti di apice del nervosismo di rash cutanei che prudono terribilmente. Il padre Dominick, di origine italiana, è invece un omone ipocondriaco soggetto a terribili scatti d'ira. Siamo in un torrido agosto del 1970 e il post-adolescente Carl sta per trascorrere una stagione memorabile alla vigilia del diploma superiore. Passa il tempo con Shane, il tipico amico fraterno a cui viene sempre bene tutto, un po' da ammirare e molto da invidiare. Insieme si ritrovano alle prese con un pusher allucinato che, per vendergli qualche pasticca, li trascina in uno sfortunato ‪tête-à-tête‬ con la temibile polizia newyorchese. E da lì ad un vortice di altri avvenimenti che vedranno Carl prima immerso nella tumultuosa vita della famiglia allargata e poi innamorato perdutamente di Annie, la capitana delle cheerleader della sua scuola…
Brooklyn dreams ha tutta l'aria della graphic novel autobiografica, ma con una particolarità, svelata nelle prime vignette. La voce narrante di Carl, infatti, ci mette in guardia dal prendere per vero tutto ciò che verrà raccontato perché sono solo "bugie che con un po' di fortuna potrebbero rivelarsi vere". Resta il fatto che a leggere la storia scritta da J.M. De Matteis sembra di trovarsi dentro ad uno di quei tipici film indipendenti americani sulle vicende di vita di un singolo che di solito non è altro che il simbolo di una generazione. Lo stile narrativo di questo voluminoso fumetto presenta anch'esso dei tratti particolari, il modo di raccontare è infatti tutt'altro che lineare. Come un discorso in cui vengono aperte mille parentesi e in cui serve fare attenzione per non perdersi nelle ripetute digressioni. Anche i disegni realizzati da Glenn Barr, uno dei fondatori della corrente del pop surrealismo, si alternano seguendo un ritmo scomposto, ora sul modello del fumetto comico, ora più seri e figurativi. Forse a voler sottolineare la caratteristica multiforme di quest'opera, che si presenta come una divertente commedia di formazione a fumetti ma che nello stesso tempo vuole parlare - senza riuscirvi completamente - di temi che girano intorno alla paura della morte e all'esistenza di una divinità.