Brooklyn dreams - Sogni a Brooklyn
Brooklyn dreams ha tutta l'aria della graphic novel autobiografica, ma con una particolarità, svelata nelle prime vignette. La voce narrante di Carl, infatti, ci mette in guardia dal prendere per vero tutto ciò che verrà raccontato perché sono solo "bugie che con un po' di fortuna potrebbero rivelarsi vere". Resta il fatto che a leggere la storia scritta da J.M. De Matteis sembra di trovarsi dentro ad uno di quei tipici film indipendenti americani sulle vicende di vita di un singolo che di solito non è altro che il simbolo di una generazione. Lo stile narrativo di questo voluminoso fumetto presenta anch'esso dei tratti particolari, il modo di raccontare è infatti tutt'altro che lineare. Come un discorso in cui vengono aperte mille parentesi e in cui serve fare attenzione per non perdersi nelle ripetute digressioni. Anche i disegni realizzati da Glenn Barr, uno dei fondatori della corrente del pop surrealismo, si alternano seguendo un ritmo scomposto, ora sul modello del fumetto comico, ora più seri e figurativi. Forse a voler sottolineare la caratteristica multiforme di quest'opera, che si presenta come una divertente commedia di formazione a fumetti ma che nello stesso tempo vuole parlare - senza riuscirvi completamente - di temi che girano intorno alla paura della morte e all'esistenza di una divinità.

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