Edith Wharton
"La felicità è un’opera d’arte. Trattatela con cura".
Edith NewBold-Jones nacque il 24 gennaio 1862 a New York dal padre George Frederic e dalla madre Lucretia Rhinelander. Terza di tre fratelli nati in una famiglia ricca e dalla discendenza prestigiosa, la piccola Edith studiò sempre privatamente, mai nella scuola pubblica, attingendo anche ai numerosi volumi della biblioteca paterna per imparare a conoscere i grandi classici. A 14 anni usò lo pseudonimo di David Olivieri per pubblicare il suo primissimo romanzo. Nonostante avesse vissuto a pieno l’atmosfera aristocratica, non mancherà poi, nei suoi romanzi, di criticarne l’ipocrisia e l’asfissia causate dalle convenzioni sociali. Chi ama la letteratura americana femminile di inizio Novecento, e in particolare quella di Edith Wharton, saprà sicuramente che il cognome con cui la scrittrice è divenuta famosa al mondo intero è in realtà quello dell’ex marito, il banchiere Edward Wharton, del quale mantenne il cognome anche dopo il divorzio del 1913. I due si sposarono nel 1885, ma i gravi problemi psichici dell’uomo (di dodici anni più grande di lei) e i suoi continui tradimenti con prostitute fecero naufragare il matrimonio. Iniziò così un lungo peregrinare tra gli Stati Uniti e la Francia, dove conobbe Henry James e all’età di 45 anni si innamorò del giornalista Morton Fullerton, di tre anni più giovane di lei. La sua passione per i viaggi è riscontrabile in numerosi romanzi, o meglio ancora, veri e propri diari di viaggio, testi affascinanti seppur meno famosi. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale la Wharton si trovava in Europa e si occupò di creare dei veri e propri circoli di letterati in cui dare ospitalità a scrittori americani e non solo. Nel momento in cui scoppia la guerra due le sue priorità: creare dei laboratori per donne disoccupate e senza assistenza e fare l’inviata per i giornali newyorchesi, informando sulle evoluzioni del conflitto mondiale e dei vari assetti politici nazionali. Nel settembre del 1914 diede vita agli “ostelli americani per rifugiati” ed è proprio in ragione di questa iniziativa che ricevette circa due anni più tardi la Legion d’Onore del governo francese. Edith Wharton è stata la prima donna a ricevere il Premio Pulitzer, nel 1921, grazie al romanzo L’età dell’innocenza, dal quale Martin Scorsese nel 1993 ha tratto l’omonimo celebre film con Winona Ryder e Michelle Pfeiffer. La sua casa di campagna situata nel Massachussets, a Lenox, è una villa di oltre 35 stanze fatta costruire appositamente dalla Wharton prendendo spunto dalle ville italiane visitate in occasione di numerosi viaggi. È lì che la Wharton visse all’incirca dal settembre 1902 al 1911; lì scrisse La casa della gioia ed iniziò almeno Ethan Frome (ispirato ad un incidente in slitta realmente accaduto ai piedi delle colline vicine); vi ospitò, tra gli altri letterati, l’amico Henry James. Curata dalla fondazione Edith Wharton Restoration - che nel 1980 prese l’incarico del restauro - The Mount è oggi una tenuta visitabile in cui si svolgono persino matrimoni. Nell’agosto del 1937 la Wharton venne stroncata da un infarto in Francia, a Saint-Brice-sous-Forêt, lasciando incompiuto il romanzo I bucanieri.

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