


Si chiama Porrajmos e tra i crimini nazisti è quello meno conosciuto. È lo sterminio dei rom perpetrato dalla follia di Adolf Hitler, che fece oltre 50.000 vittime. Una strage dimenticata, forse anche per colpa del pregiudizio imperante nella cultura occidentale verso questa popolazione, già vittima di svariate forme di repressione nel corso della storia. Ma tra le “morti di serie B” causate dal nazismo, ovvero quelle meno note, quelle che i libri di storia ricordano solo in trafiletti che unicamente qualche studente pignolo si ricorda di ripassare, c’è anche un enorme quantità di disabili o malati gravi, vittime della follia eugenetica hitleriana. Già nel 1933 il regime nazista emanò provvedimenti volti alla sterilizzazione di tutti coloro che per patologie invalidanti minassero la “purezza” della razza ariana, la sua ipotetica perfezione tanto agognata dalla mente sadica e malata del Fuhrer. Tra le vittime dimenticate non si possono poi non citare gli omosessuali, anch’essi tralasciati troppo spesso dalla memoria storica: si ritiene che almeno 50.000 di loro siano stati internati e condannati nei lager nazisti. Dati impressionanti ma tremendamente reali, parte di quello che possiamo ben definire il periodo più cupo della storia contemporanea…
Giorgio Giannini raccoglie in questo volume dati e ricerche riguardanti tutti le vittime non ebraiche del nazismo, spesso finite nell’oblio, schiacciate dal peso storico del dramma della Shoah. Il libro riporta l’attenzione su altri olocausti poco conosciuti ma altrettanto tragici, con un numero di vittime non così elevato ma di certo ragguardevole, che ci ricorda quanto troppo spesso alcune categorie di persone finiscano per essere discriminate ancora al giorno d’oggi, come se un passato tanto drammatico non ci avesse insegnato nulla.