Prontuario per il corretto uso delle piante officinali

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Prontuario per il corretto uso delle piante officinali
L’attenzione verso le possibilità curative offerte da erboristeria e fitoterapia è in costante aumento. Si avverte probabilmente la necessità di affiancare, alle tradizionali cure allopatiche, modalità terapeutiche più dolci, naturali e meno invasive. Se già un buon numero di persone ha deciso di rivolgersi a operatori sanitari che praticano la medicina integrativa, c'è anche una non trascurabile fetta di popolazione che crede di poter fare da sé, o che finisce per affidarsi a personale poco o tutt'altro che specializzato. Posto sempre debitamente in evidenza che in ogni caso bisogna far riferimento al proprio medico, può comunque essere utile apprendere e comprendere il potenziale curativo, ma anche quello dannoso, delle piante cosiddette “officinali”. “Naturale” non è sinonimo di “innocuo”. Il tarassaco, ad esempio, pianta dalle note proprietà benefiche per il circuito epato-biliare, è molto diffusa, anzi ubiquitaria, e quindi facilmente utilizzabile; è necessario, però, avvertire che potrebbe aumentare la gastrolesività dei FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e interagire con anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici…
Pedro Benjamin, fitoterapeuta, e Luigi Cristiano, erborista e fitopreparatore, hanno accumulato una vasta esperienza sull'uso delle erbe officinali, che mettono sapientemente a frutto nella loro attività presso il centro ricerche “Medicina verde”. Il prontuario tascabile da loro progettato si compone di una breve e lineare parte introduttiva sull'attività del fitopreparatore, di 53 sintetiche schede identificative di altrettante piante officinali, per concludersi con un glossario e tavole a colori che ripropongono, in scala ridotta, alcune delle belle illustrazioni di piante medicinali incluse nel famoso atlante botanico in 3 volumi curato dall'editore Franz Eugen Köhler a fine Ottocento. Questo piccolo manuale si pone l'obiettivo d’illustrare con semplicità virtù e pericoli insiti nell'uso terapeutico delle erbe: le schede delle piante sono molto sintetiche, ma non tralasciano di ragguagliare il lettore sulle cautele da adottare; la scelta di non dettagliare i principi attivi, come di non usare termini troppo tecnici, è coerente con l'intento di indirizzarsi prevalentemente ad un pubblico amatoriale. L'escamotage, poi, del rimando cromatico delle schede relative a piante con simile tropismo d'organo, conferisce un tocco di originalità al concept del libro. A parte qualche imprecisione nella nomenclatura botanica, bisogna comunque attestare il valore erboristico della scelta di fare riferimento ai soli preparati in cui l’insieme di sostanze farmacologicamente attive (fitocomplesso) viene preservato nella sua integrità o quasi: tinture madri (o meglio soluzioni idroalcoliche da pianta fresca) e tisane. Avrebbe probabilmente destato la curiosità degli “addetti ai lavori” l'inserimento di qualche dato relativo agli studi con cromatografia TLC, che vengono regolarmente condotti sui preparati confezionati presso il centro. Ma il lavoro ha volutamente e dichiaratamente un profilo basso, il che lo inserisce semplicemente nella schiera (discretamente nutrita) di manualetti ad uso e consumo dei non addetti ai lavori.