Io e Charlot

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due
Io e Charlot
Charlie Chaplin alla fine del 1800 viveva in Inghilterra e non era ancora Charlot, tantomeno era il comico di successo che tutto il mondo ricorda come l’icona con baffetti, bombetta e scarpe troppo grandi. Insieme al fratello Sidney viveva alla giornata, di espedienti, con un futuro davanti che sembrava tutt’altro che radioso.  Indigenza e malattia (la madre soffriva di crisi depressive molto pesanti), gravavano sulle velleità di un ragazzino costretto a crescere troppo in fretta. Poi i primi passi nel mondo del teatro, del circo, fino ad arrivare all’ingaggio del produttore Mack Sennett, vero e proprio trampolino di lancio nel mondo della comicità. E un giorno “successe una cosa inaspettata. Quasi senza accorgermene mi vestii con un paio di pantaloni troppo grandi per me, una giacchetta troppo piccola e infilai ai piedi due scarpe da gigante…”, in quel momento nasceva Charlot, “Il Monello”…
La storia scritta da Arianna di Genova finisce poco più tardi, prende infatti le mosse nei primissimi anni di vita di Charlie Chaplin e si conclude all’indomani dell’uscita del suo primo film da regista e del suo grandissimo successo. La Collana Strani Tipi, della casa editrice per ragazzi biancoenero è, citiamo pari pari, “un percorso a fianco ai personaggi che hanno reso più bello il mondo, nella vita vera o nelle pagine dei romanzieri di tutti i tempi”. Insomma, una breve biografia di attori, maghi (Houdini!), personaggi della letteratura per avvicinare i giovanissimi alla letteratura  che racconta la vita, sia essa vera o immaginaria. Alle parole, in questo caso di Arianna Di Genova, giornalista del Manifesto, vengono affiancate illustrazioni: Alessandro Sanna narra i primi vent’anni di Charlie Chaplin con un tratto allo stesso tempo stilizzato e ricercato:  tavole che sembrano bozzetti, piè di pagina disegnati con poche linee ma con una forza espressiva enorme, matite e carboncini per ragazzi, ma non solo. Per questo Io e Charlot è una brevissima pubblicazione (si legge in una domenica pomeriggio d’estate) da consigliare a tutti: pensata per i più giovani, coinvolge anche il lettore più esperto grazie ad una narrazione per immagini (sia in senso letterario che letterale), vicina all’universo cinematografico di cui è intrisa la storia.