La moglie del colonnello
Carlos Alberto Muntaner è un giornalista cubano, esiliato impegnato in politica ed autore di numerosi saggi e articoli in opposizione al regime comunista dell’isola. Una voce autorevole la sua, che si cimenta ora con un’opera di narrativa nella quale mescola sapientemente la denuncia politica al regime totalitarista con una storia di amore, eros e tradimenti. Sono tante le voci narranti che si susseguono: Eduardo, Arturo, Nuria, Martinelli, ma anche le spie comuniste, fedeli al regime anche nel compiere atti di violazione della privacy che nulla hanno a che vedere con il credo comunista. Arturo e Nuria sono fedeli al partito (Nuria non è fuggita dall’isola come fece la sua famiglia molti anni prima), ma quando lo stato determina i comportamenti personali, arrivando ad infiltrarsi anche nell’ambito dei desideri più intimi, si trovano - come tanti prima di loro - di fronte ad un dilemma impossibile da superare. Questa quindi non è solo una storia di tradimento e delle sue tragiche conseguenze e non è nemmeno il racconto delle peripezie erotiche in un hotel romano. Dietro a tutto ciò emerge prepotentemente la lotta personale per affermare la libertà affettiva e l’autonomia morale di fronte a un regime totalitario e maschilista. Muntaner fa un passo in più, arrivando a presentare il tradimento di una donna innamorata del marito, un tema tabù non solo a Cuba. Non c’è amore tra Nuria e Martinelli, ma ci sono sesso, divertimento, erotismo e anche tenerezza. Tutto questo viene immortalato dalle lettere più che esplicite che i due si scambiano durante il soggiorno a Roma, lettere che non risparmiano nemmeno un dettaglio, riportate fedelmente come “prove inconfutabili” del tradimento. È difficile scrivere di sesso esplicito senza cadere nella volgarità. Muntaner ci riesce perché dietro alla figura di Martinelli, mentore di Nuria, si cela una tentazione di libertà mai sperimentata prima, sessuale e personale. Un libro indubbiamente interessante che espone senza mezzi termini la durezza di un sistema totalitario, smontando ogni tentazione di idolatria verso questo regime che arriva a distruggere con la sua pretesa di controllo onnisciente, la sfera degli affetti e dell’intimità più profonda.
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