La ricerca del legname
Uno scenario che ricorda sicuramente "Blade runner", ma che secondo me ha lontani punti di contatto persino con il film di culto di John Carpenter “1997: fuga da New York” per ambientazione, claustrofobia, dissidio fra il dentro ed il fuori. C’è poco di fiaba, comunque. È un racconto noir, dallo stile nervoso e rapsodico, con evidenti stilemi tipici del postmoderno più classico. Numerose infatti le citazioni, evidenti o sottotraccia. L’eroe locale, temuto e riverito, El Tira, è un topo famoso di suo, almeno come nome. Era nato dalla fervida penna di Roberto Bolaño, il pirotecnico e fluviale scrittore cileno scomparso nel 2003, autore tra l’altro di una raccolta di racconti, Il gaucho insostenibile, dove appare appunto il roditore detective ne Il poliziotto dei topi. Tanto per dire poi, Josephine la cantante, sua nonna a detta di Bolaño, è tratta niente di meno che da uno dei racconti più famosi di Kafka, dove appunto appaiono topi. Letteratura su letteratura, meta - o iper - che dir si voglia. Nel testo in questione però ci sono molta più cupezza e malinconia, c'è deserto affettivo,solitudine e paura. Minacce incombenti, un mondo esterno estremamente variegato ed aggressivo, quando non in preda al disfacimento. Una visione insomma non proprio luminosa, per un racconto lungo che può facilmente sorprendere e piacere. Una dimostrazione di come la casa editrice :duepunti si muova con agilità, caparbia e innovazione nei meandri del mondo editoriale per così dire undergound, almeno con questo testo facente parte di una collana specificatamente dedicate alla narrativa su animali. L’autore, Marino Magliani, narratore e traduttore del 1960, vive appartato nella provincia olandese.
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