Breve storia di Milano

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Breve storia di Milano
Alzi la mano chi sa cosa vuol dire “Milano”. Se ve lo dico non ci credete … ma ve lo dico lo stesso: una scrofa mezza sporca di lana corre veloce di fronte ai fondatori della citta, ed arriva l’intuizione. Quale? Medio – lanum: e così la Milano “da bere” prende il nome da un maiale sporco, una bella iniezione di umiltà per i colletti bianchi di corso Como.  La città, oggi capitale morale (dicono), ed economica (mi pare chiaro) dell’Italia, poggia su un'unica tipologia di roccia, di origine fluvio-glaciale a cemento carbonatico, comune a tutta la pianura padana: perché a vederla oggi non lo direste mai, ma Milano era coperta dai fiumi e dall’acqua, e le litografie del passato sembrano raccontare un’enorme Venezia. Fondata da popolazioni appartenenti alla cultura di Golasecca si dimostrò da subito, per la posizione centrale e pianeggiante, ottimo snodo per scambi, commerci ed altre faccende di cui è tutt’ora protagonista mondiale. Saccheggiata, umiliata e più volte ricostruita, conosce il suo massimo splendore al tempo del Ducato di Milano e poi di Napoleone, che rese la città più elegante e conforme alla sua struttura metropolitana odierna. Oggi Milano, tra Expo e Finanza, si riempie di grattacieli e palazzi di potere ma anche di cultura, moda, spettacoli: insomma, mira ad essere esempio europeo per la “giovine Italia” …
Ottima guida storica e geografica, questa di Guido Lopez, che permette di conoscere – in poche pagine – la storia di Milano raccontata attraverso foto, immagini e passioni. Un libro agile da leggere per indigeni meneghini e non, volto a svelare dicerie e pregiudizi su una città che è spesso raccontata come brutta, ma che invece è bellissima. Di una bellezza rara, di quelle nascoste che appaiono solo ai pazienti. A coloro che sanno aspettare e che non vedono solo nell’ovvietà romana o parigina la bellezza architettonica. Bellezza ed eleganze meritano di essere nascoste: e solo chi le sa cercare tra la neve e le nebbia, tra la moda e i navigli, potrà dire – realmente – e non solo “spazialmente”: io sì, io sì che sono stato a Milano. Chiamata così, per una scrofa o per la sua posizione, ma Milan l'è on gran Milan!