Il mistero dei libri perduti
Questo romanzo è senza dubbio un fantasy classico, ambientato in una terra incantata, un misterioso mondo parallelo abitato dai troll e da tutti i personaggi cari agli amanti del genere. Novella Alice, la protagonista precipita, e ci accompagna, a Buchenland, una terra il cui nome, dal tedesco, dovrebbe significare qualcosa come “città di libri”, nel senso “tragico” però che fa eco alla scrivania fatta di libri invenduti di Bob Young. In questo mondo i libri sono solo oggetti perché nessuno li sa leggere, e quindi renderli vivi, e questa “magica capacità”e il potere della conoscenza sono stati strappati ai dolcissimi troll dal Male. Il servitore del Malvagio è l’editore Wizard: anche lui non ha un nome casuale. Wizard (che significa Mago) è il capo dei Terribili Quattro, un gruppo di supercriminali in un noto fumetto della Marvel e ricorda moltissimo l’editore di giochi fantasy Wizards, divenuto noto con le carte collezionabili di Magic, il famoso gioco ruolo. Niente pare lasciato al caso, insomma, in questa bella favola da leggere ai più piccoli, ma che è anche una incantata metafora destinata agli adulti, come è appunto nella migliore tradizione della Favola in quanto genere. Metafora della vita che può fa riflettere sul valore dell’amicizia, della solidarietà, del rispetto del diverso in un percorso di crescita che insegnerà qualcosa a ciascuno dei protagonisti; o sull’importanza dei sogni e sulla volontà di crederci senza indulgere a compromessi e scappatoie; o metafora della contrapposizione classica tra Bene e Male, in una storia in cui i buoni e i cattivi sono trasparenti e ben definiti. Ma questa favola si presta anche ad una lettura più significativa di carattere storico-sociologico che esalta il potere della conoscenza e della lettura come strumenti imprescindibili per essere davvero liberi e consapevoli. Non a caso il Cattivo utilizza l’ignoranza come arma per tenere sottomessi i più deboli. Inoltre, la riflessione si allarga anche alla delicata questione dell’editoria a pagamento, contro la quale la Zero91, con una cordata di altri editori, si è fatta promotrice di una interessante campagna. Su tutto poi, la brava Miriam Mastrovito, una passione infinita per il mondo fantasy riversata, oltre che nei suoi romanzi, in un negozio da fiaba, ci ricorda che leggere è sognare, fantasticare, è vivere mille storie, è vivere la magia racchiusa in ogni libro, appunto perché “Leggere è magia” come recita la quarta di copertina e, come dice l’autrice, “è necessario conservare da adulti il sense of wonder che ci accomuna tutti nell’infanzia” perché “il senso di meraviglia è il motore della conoscenza”. Libro consigliato, dunque, a chi cerca una lettura piacevole e scorrevole dal linguaggio elegante e dal sapore d’infanzia; a chi ha amato Biancaneve, La storia infinita, Il Mago di Oz e Il Signore degli Anelli; a chi vuole sorridere con semplicità di maghe pasticcione che ricordano Maga Magò e di gufi parlanti; a chi vuole sognare di un amore impossibile stile Sirenetta; a chi crede ancora nelle favole e nell’incanto della parola.
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