Intervista a E.L. James
Esordiente a quarantanove anni, E. L. James ha superato i 20 milioni di copie vendute con la sua trilogia porno-soft responsabile - a quanto pare - di un improvviso ritorno in auge delle fantasie sessuali BDSM nel pubblico mainstream. Un vestito azzurro a fiori blu che le aggiunge qualche anno e orecchini a perla: così si presenta la casalinga inglese a una Milano bollente già di suo, al di là dell'argomento piccante dei romanzi che sta per presentare. In poche settimane, Erika Leonard – questo il suo vero nome - si è trasformata da scrittrice autodidatta ed ex produttrice televisiva, nell’ultimo caso letterario globale. In parallelo, prolificano i gruppi che si contendono la James come madrina. Icona delle porno-mamme, delle donne curvy, di casalinghe, donne vere, delle fan del bondage, icona rossa, icona grigia… Basta un breve incontro, tuttavia, per capire che E. L. James non vuole essere portavoce di nessuno. Sincera e di poche parole, non è un soggetto facile da intervistare. Sembra che debba sempre lottare contro chi cerca di imboccarle parole non sue, a costo di passare per una bambina che vuole contraddire a tutti i costi. I suoi libri possono non piacere. Lei, è molto meglio di come te la aspetti. Zero carisma, niente giri di parole. Se un significato non c'è, non lo inventa. Per farla parlare, servono tante domande. Mi sono divertita.
Hai riferito di aver scritto senza immaginare il successo. Era necessario lasciare il lavoro se volevi scrivere solo per piacere personale?
Devo pur dormire. Senza contare l mio lavoro principale: ho due figli. Per scrivere bene bisogna concentrarsi. Ho provato e direi che mi è andata bene.
Per quale motivo pubblichi sotto pseudonimo? La tua identità ormai è nota…
Sulle prime pensavo di tornare a lavorare, dopo aver finito i libri.
Qual era il tuo obiettivo quando ti sei messa a scrivere la trilogia Cinquanta sfumature?
Mettere su carta una storia d'amore. Divertirmi a svilupparla seguendo un'idea smaliziata, mostrando come si comportano i sentimenti quando a tenere le fila del rapporto c'è un contratto di sottomissione come quello che C. Grey impone ad Anastasia.
Quali pensi che siano le ragioni del tuo successo? Un ritorno di fiamma dell'amore perverso o al contrario una lunga repressione dello stesso?
Si legge per evadere dalla realtà. Tra le mie pagine c'è sesso ed è sesso estremo, ma si tratta sempre di una storia d'amore. Credo che i miei lettori cerchino questo e in ogni caso è quello che ho cercato di dare, nient’altro.
Ti va di raccontarci il momento in cui è nata l'idea? Se non è una domanda troppo indiscreta, dato l'argomento...
Niente di intimo. Nel 2008 ho visto "Twilight" al cinema e mi ha catturata, iniziandomi a un filone di fiction che non conoscevo. Ho chiesto a mio marito di comprarmi i libri, che ho letto e riletto varie volte. Mi hanno ispirata. A quel punto mi sono messa a scrivere. Un primo libro da cestinare in toto, un secondo che si è inceppato troppo presto e così via. Buttavo giù centinaia di pagine inutilizzabili. Alla fine, sono arrivata a iniziare una storia in cui credevo e che mi ha permesso di infondere alle mie frasi uno stile narrativo di buon livello.
Facciamo un passo indietro. A quali altri film o libri hai pensato, oltre a "Twilight"?
Il primo che mi viene in mente è "The good Will Hunting" (in Italia col titolo "Will Hunting, genio ribelle", del 1997).
C'è un po' di Will (nel film interpretato da Matt Damon) in C. Grey?
Sono due personaggi disadattati, con un'infanzia difficile e forti difficoltà relazionali. Soprattutto, entrambi si svelano con estrema lentezza e mutano via via che si aprono.
Altri titoli?
Diverse trame dove con un protagonista maschile “very fucked up”. Non solo storie d'amore, dev’esserci un pizzico di qualcosa in più. Una piccola dose di thriller. Vedrete con i libri successivi al primo che la trama si sviluppa, ci sono separazioni, ritorni e rivelazioni. Amore e sesso, ma anche mistero.
Puoi raccontarci l'emozione di quando il proprio libro è diventato un bestseller?
Ero incredula. Mi ripetevano queste cifre e non mi rendevo conto di quello che volevano dire. Adesso capisco meglio. Ogni tanto qualcuno azzecca una formula, a me è andata così.
Il successo ti ha cambiata?
Credo di no. Semmai la scrittura ha modificato la mia vita come può fare un'attività che ti riesce bene e che svolgi con passione. Certo, ci sono delle conseguenze innegabili, anche l'essere a Milano oggi...chi se lo sarebbe immaginato?
Come ti sei documentata?
Ho cercato contatti e informazioni su Internet. Ho fatto qualche telefonata, parlato via mail con persone dedite alla dominazione e con alcune che sottoscrivono contratti di questo genere. La vera fonte, ad ogni modo, è la fantasia.
Ti piace incontrare i suoi lettori di persona, oltre che sul web? Trovi il tempo di rispondere alle mail e ai tweet che ricevi?
Purtroppo non posso rispondere a tutti, ma amo conoscere dal vivo chi legge i miei libri. In fase di stesura mi sono resa conto che stavo sfornando una fan fiction e alla fine non mi dispiace affatto.
Ci sono dei lati negativi nell’avere così tanta attenzione, immagino. Sbaglio?
Sì, ci sono. Per esempio, tutti vogliono indagare il perché di certe scelte narrative. Ho solo scritto dei libri e inventato un intreccio! C'è troppo chiacchiericcio intorno ad una semplice opera di narrativa da leggere per concedersi una pausa.
Si parla già di una versione cinematografica. Saresti felice di vedere la tua opera sul grande schermo?
Quando la Universal Pictures mi ha chiesto i diritti, non sapevo se dire sì o no. Mi sono domandata se volevo arrivare a novant'anni e pensare che avrei potuto vedere il mio libro al cinema e invece avevo scelto di non farcelo arrivare. La vita non è una prova generale, così ho accettato.
E tuo marito? Come ha reagito ai contenuti conturbanti dei tuoi libri?
Mi ha dato pieno supporto. Scrive contenuti per la televisione e ha definito il mio scritto "bloody well done", dandomi un sentito sprone. Mi anche aiutato molto nelle revisioni.
Ultima domanda: pensi che le fantasie sessuali debbano essere messe in pratica?
Le trovo divertenti da leggere, tutto qui. Alcune persone le realizzano traendone piacere, ma sono questioni private, per ognuno è diverso.
I libri di E.L. James

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