Pakistan graffiti
A un romanzo tendenzialmente cosa si chiede? Che sia avvincente, che abbia personaggi ben delineati che ‘sappiano di vero’, che narri qualcosa in cui ci si ritrova ma che induca anche alla scoperta. Non guasta poi che sia ben scritto, che dia puro piacere leggerlo. Pakistan graffiti queste richieste le soddisfa tutte appieno. Ayesha è un personaggio davvero amabile: acuta, ironica, a tratti scorbutica ma perché fragile, così brillante e così vittima della sua stessa intelligenza. Nel narrare di sé racconta di una realtà sociale, quella pachistana, certo diversa dalla nostra ma a ben vedere non poi così lontana. Le difficoltà come donna ad emergere professionalmente in certi contesti lavorativi, le attenzioni lascive non richieste ma subite sul posto di lavoro che avvelenano la vita, la disparità di percezione che fanno dire di un uomo dalle molte relazioni che è uno ‘che ci sa fare’, di una donna che è ‘una facile’, il rapporto stretto ai limite del morboso tra madri e figli maschi, lo stereotipo per cui se sei donna, hai superato i trenta e non sei sposata/in procinto di sposarti/fidanzata allora hai qualcosa che non va. Non vi suona tutto in fondo familiare? Pakistan graffiti è ambientato a Karachi, metropoli pachistana, è qui che vive Ayesha, eppure io, lettrice italiana, la sento a me vicinissima, certo più di quanto mi accada con i protagonisti di certi romanzi “generazionali” di autori nostrani, così autocentrati, cervellotici e noiosi. Shandana Minhas, apprezzata blogger e giornalista, ha una voce arguta e fresca per davvero, con i suoi taglienti articoli - leggiamo nel risvolto di copertina - “all'origine di vasti dibattiti sui processi di modernizzazione che interessano l'area mediorientale”. È un piacere leggere Pakistan graffiti anche per la forma. Abbiamo le prove: è possibile che una casa editrice emergente pubblichi un libro ben impaginato e rilegato, dalla veste grafica curata, privo di refusi e sciatteria. Un ottimo esempio anche per i big dell'editoria nostrana a volte fin troppo sicuri di loro stessi.
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